Il Tirreno

Lucca

Pedofilia, animatore turistico a giudizio

Pedofilia, animatore turistico a giudizio

Arrestato nove mesi fa per aver adescato un bimbo di 10 anni a Sharm el Sheikh comparirà il 27 settembre davanti al gup

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Nove mesi dopo il suo arresto avvenuto nel novembre 2015 l’animatore turistico di 26 anni residente in Lucchesia accusato di pedofilia ai danni di un bimbo di 10 anni comparirà davanti al giudice dell’udienza preliminare il 27 settembre. Già detenuto nel carcere di Prato il giovane - che svolgeva la sua attività stagionale in un villaggio a Sharm el Sheikh in Egitto - dovrà rispondere del reato di violenza sessuale con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando delle condizioni di inferiorità fisica della persona offesa minore dei 14 anni. Secondo l’accusa il 9 luglio del 2015 l’intrattenitore, abusando della relazione con i bambini del villaggio turistico, dopo aver acquisito la fiducia di un ragazzino di 10 anni figlio di vacanzieri residenti in Piemonte lo avrebbe adescato nella stanza destinata al personale del tour operator. Lì avrebbe approfittato del piccino costringendolo a subire atti sessuali e inducendolo a farsi fotografare nudo.

La recidiva. Ciò che inquieta maggiormente è la recidiva specifica infraquinquennale del giovane accusato di pedofilia. Lui aveva già patteggiato per un episodio analogo a due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena (è ancora pendente una causa civile per il risarcimento del danno). L’episodio avvenne alla vigilia del Natale 2011 e venne alla luce all'inizio del 2012. Alcune maestre di una scuola elementare della Lucchesia notarono quel giovane seguire due bimbi di 10 anni sino al cancello della elementare lanciando baci a uno di loro. Le insegnanti informarono la madre descrivendo il presunto autore delle molestie e da lì, anche grazie alle assistenti sociali a cui erano affidati i due bimbi, partì una denuncia sfociata in un rinvio a giudizio e in una condanna davanti al gup per molestie sessuali. Quando nell’estate 2015 era partito per l’Egitto la società che l’aveva ingaggiato per svolgere la sua prestazione d’opera di animatore per i bambini nei villaggi turistici non aveva avuto notizia o non si era informata del patteggiamento avvenuto al tribunale di Lucca per una vicenda di pedofilia.

Le fonti di prova. Il sostituto procuratore Sara Polino, titolare dell’indagine, oltre alla denuncia presentata nell’agosto 2015 dispone degli esiti dell’indagine della polizia postale di Lucca legati al profilo facebook del giovane accusato di pedofilia e degli accertamenti dei carabinieri di Capannori in ordine alle attività lavorative svolge in Egitto con tanto di foto e documentazione inviata dalla società per conto della quale lavorava l’indagato. C’è poi anche un’altra denuncia, sporta dai genitori di un bambino della Piana, collegata con la vicenda. Ma per quell’episodio, ancora in fase di accertamento, la procura procede separatamente. Un giovane insospettabile che frequentava senza problemi un istituto religioso della Lucchesia ricoprendo il ruolo di catechista a stretto contatto con dei bambini e come animatore aveva partecipato anche ad iniziative per le feste di carnevale dedicate proprio ai più piccini.(l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web