Il Tirreno

Lucca

«Il Pronto soccorso va cambiato»

«Il Pronto soccorso va cambiato»

Secondo la Cisl occorre rivedere il modello organizzativo dell’unità operativa

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Caos al Pronto soccorso, bisogna ripensare il modello organizzativo». È questa l’idea proposta dalla Cisl (Medici e funzione pubblica) Luciano Cotrozzi, dopo il racconto del Tirreno di una notte trascorso al Pronto soccorso. Una serata da brividi (219 accessi) a cui il personale ha saputo far fronte con capacità e competenza e grazie a una migliore organizzazione dell’emergenza permessa dai nuovi spazi del San Luca.

«L'attuale situazione di affollamento e di lunghe ore di attesa presente nei Pronto soccorso italiani, compreso quello di Lucca, riflette quanto accade anche a livello nazionale ed è dovuto a numerosi fattori – spiega Cotrozzi – Il primo fattore da considerare è la riorganizzazione del sistema sanitario nazionale e delle aziende sanitarie che ha portato i Pronto soccorso italiani a diventare il terminale di tutte le problematiche sanitarie della popolazione; il luogo dove il cittadino può trovare risposte rapide, e il più delle volte gratuite (fatta eccezione per i pagamenti per le indagini strumentali o il ticket per i codici a bassa priorità), alle proprie necessità cliniche, laboratoristiche, strumentali e di consulenza specialistica, rispetto alle lunghe liste di attesa presenti al di fuori del Pronto Soccorso. Un secondo fattore che ha contribuito ad affollare i pronto soccorso è dovuto al mancato implemento e riorganizzazione parallela della sanità territoriale, luogo tradizionale di "filtro in ingresso" e di "sfogo in uscita" per le strutture ospedaliere. Un terzo fattore determinante è dato inoltre dal cambiamento della tipologia dei pazienti che accedono nei Pronto soccorso con allungarsi della vita media e la comparsa di patologie croniche che frequentemente riacutizzano: pazienti che richiedono più esami di laboratorio e strumentali, nonché alcuni giorni di ricovero per stabilizzare la patologia».

«Per fare in modo che questa situazione in futuro si risolva – prosegue Cotrozzi – a Lucca tutte le sigle sindacali, il personale del Pronto soccorso e la direzione aziendale hanno affrontato una vertenza tesa a migliorare l'assetto organizzativo, l'assistenza e l'offerta dei servizi, visto la nuova tipologia dei pazienti, con la speranza che in un tempo ragionevole la situazione almeno del Pronto soccorso lucchese ritorni a essere quella di alcuni anni fa con liste di attesa quasi nulle, tempi di attesa contenuti, sicurezza e tranquillità lavorativa degli operatori e migliore assistenza ai pazienti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze