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Lucca

Fazzi non fa retromarcia «Il San Luca? Lo rifarei lì»

di Gianni Parrini
Fazzi non fa retromarcia «Il San Luca? Lo rifarei lì»

L’ex sindaco difende la collocazione del monoblocco nell’area di San Filippo «Le polemiche sono nate quando è saltata l’operazione delle cooperative»

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LUCCA. «L’ospedale San Luca? Potete anche intitolarmelo. Resto dell’idea che quella collocazione sia giusta. I problemi che ci sono non dipendono certo dal luogo e tantomeno da me. Casomai da chi è venuto dopo e avrebbe dovuto verificare che tutto fosse fatto a dovere».

Non cambia idea Pietro Fazzi, sindaco di Lucca tra il 2002 e il 2006: è lui l’uomo che ha deciso di realizzare il nuovo ospedale a San Filippo. Una collocazione che oggi sembra svelare tutti i suoi limiti: spazi limitati, viabilità incompleta, il problema dell’elisuperficie,ecc.

Fazzi, davvero non è pentito di quella scelta?

«Certo. Questa collocazione ha una sua logica. L’ospedale è alle porte della città, in una zona ben popolata ed è dentro il crocevia della nuova viabilità. Quando saranno realizzati gli assi viari chi sta a Ponte a Moriano arriverà agilmente al San Luca. Inoltre quell’area, in cui c’erano dei campi, aveva già una destinazione pubblica».

Restano gli aspetti negativi: ad esempio il problema dei passaggi a livello.

«Guardi, intanto diciamo che se abbiamo un nuovo ospedale è perché io mi sono messo di traverso e ho trovato la sponda dell’allora ministro Sirchia. Per quanto concerne i problemi della viabilità, Enrico Rossi era favorevole a realizzare almeno un altro sottopasso, sulla via Romana o sulla via di Tiglio».

Perché non è stato fatto?

«Questo dovete chiederlo a chi è venuto dopo di me. Io ho smesso di fare il sindaco nel giugno 2006, dopo che sono stato sfiduciato».

C’è poi il problema degli spazi limitati.

«Nel realizzare la scheda del monoblocco ci siamo attenuti agli standard previsti per i nuovi ospedali: 100 metri quadrati per ogni posto letto. Non capisco perché si dice che non ci sia posto sufficiente».

Perché in quell’area il presidio non si potrà espandere: già oggi non c’è spazio per rimediare al pasticcio dell’elisuperficie.

«Questo è un problema, ma il posto c’era e stabilire dove doveva essere realizzata l’elisuperficie non era certo compito mio. Qualcuno ha sbagliato: si vadano a cercare le responsabilità e senza fare sconti».

Torniamo alla collocazione: l’ipotesi iniziale era un’altra.

«C’era l’idea di realizzarlo ad Antraccoli, a pochi passi dal territorio di Capannori. Avremmo fatto tutti contenti, ma in quel caso non sarebbe stato l’ospedale di Lucca. Che senso aveva fare il monoblocco così lontano dal nostro centro e per di più in una zona scarsamente abitata? In quell’area ci avrei messo volentieri il carcere».

Ci fu anche la polemica sulla proprietà dei terreni?

«Fui io a sollevare la questione: una persona mi disse che erano legati agli interessi dei Marcucci e io lo riportai in consiglio comunale. Si scatenò un putiferio. Marialina Marcucci reagì duramente e portò le mappe catastali che dimostravano che in quell’area non c’erano beni a loro riconducibili».

Lei propose anche l’area del Molino Pardini.

«Quando lo dissi mi risero dietro. Eppure quella sarebbe stata in assoluto la collocazione migliore: al centro della nuova viabilità, più vicino alla Mediavalle e alla ferrovia».

Come mai non andò bene?

«Non lo so. Forse perché c’era un accordo per farlo ad Antraccoli. La verità è che la confusione sulla collocazione a San Filippo è partita quando è saltata “l’operazione delle cooperative”. Le critiche fatte a Lucca sono le stesse fatte a Prato, Pistoia e a Massa. C’è la stessa mano dietro tutti i volantini che venivano distribuiti in quel periodo nelle manifestazioni contro gli ospedali».

Il suo successore Favilla fece di tutto per non realizzare l’ospedale a San Filippo.

«Solo a parole e per meri motivi elettorali. In conferenza dei servizi non ha mai mandato i tecnici a dire “no, lì non va bene”. E poi c’è stato anche l’ok della conferenza dei sindaci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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