Finanza
Ai terremotati metà del sussidio
Arjan Kraja: «Sono senza lavoro, ma c’è gente che non ha più niente»
LUCCA. Da quasi un anno è senza lavoro. Licenziato dalla cooperativa che si è aggiudicata l’appalto per la gestione delle Torri storiche bandito dall’Opera delle Mura. Lui è Arjan Kraja, albanese trapiantato a Lucca da quasi vent’anni e che per oltre dieci ha lavorato con passione e dedizione alla biglietteria e all’ingresso della Torre Guinigi. È rimasto molto colpito dal terremoto che ha colpito le zone di Amatrice, Accumuli e Arquata e ha deciso di elargire metà del suo sussidio di disoccupazione ai terremotati del Centro Italia. «Prendo 718 euro - racconta Arjan che mostra alla redazione il documento attestante la causale di versamento - e ho deciso di rinunciare a metà del mio compenso. Trecentocinquanta euro del mio stipendio accreditato sul mio conto all’agenzia del Banco Popolare di Lucca li ho devoluti a quella gente che ha perso tutto. Parenti, amici, affetti. Oltre all’abitazione frutto del lavoro e della fatica di una vita. Il mio è un gesto simbolico: se tutti si comportassero in questo modo nel giro di poco tempo ci sarebbero i soldi per la ricostruzione. Se lo posso fare io che sono in questa spiacevole situazione non vedo come non lo possano fare gli altri specie chi guadagna lauti stipendi». Arjan continua la sua battaglia per tornare nel suo posto di lavoro. «Ho preso tutti i diplomi che erano stati richiesti per poter essere riassunto. Ho subito una grande ingiustizia, ma sono convinto che adesso che ho le carte in regola mi venga offerta nuovamente la possibilità di tornare al mio lavoro che amo e che sono convinto di poter svolgere nel migliore dei modi». (l.t.)
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