Il Tirreno

Lucca

Artigiani per passione il guadagno è difficile

di Flavia Barsotti
Artigiani per passione il guadagno è difficile

Viaggio tra gli stand della fiera nel baluardo. Gli addetti ai lavori: «L’industria ci surclassa, la gente cerca solo di spendere meno»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Dino Buonaccorsi ha 81 anni e lui, l'artigiano, lo faceva già da ragazzino. Da quando, nel gennaio del 1950, entrò per la prima volta nella bottega del padre falegname, appassionandosi all'arte dell'intaglio. Da allora, non ha mai smesso di lavorare, con rigore e dedizione, tirando su, passo dopo passo, la ditta Buonaccorsi ebanisti di Guamo. Dino Buonaccorsi è uno dei partecipanti a Lucca Artigiana, prima edizione della fiera promozionale dell’artigianato che si è conclusa ieri nei sotterranei del baluardo San Martino.

Sul suo piano, Dino scolpisce, forgia e modella una tavola di legno, con una facilità e un'esperienza che, a guardarlo, rendono naturale qualcosa di molto delicato. In diversi si fermano incuriositi ad osservarlo operare. «Le persone vogliono informazioni, ma non c'è richiesta per l'acquisto di prodotti come questi - spiega l'artista - A Lucca siamo rimasti solo in due a realizzare simili manufatti alla vecchia maniera. Adesso la gente preferisce articoli industriali. Manca la cultura per distinguere il valore di un oggetto unico».

La tecnologia odierna, infatti, con macchinari e sistemi, pone i clienti davanti a una selezione che dipende spesso anche dal prezzo. «Una volta avevano l'occhio esercitato, mentre oggi si sceglie in base alla spesa» sostiene Buonaccorsi. Del resto, le ore di lavoro dietro alle creazioni, costringono gli artigiani a stabilire una cifra spesso alta per il pezzo finito. «Le stesse cose, si trovano in commercio a un decimo o a un quindicesimo del costo perché ottenute con gli stampi», afferma. Anche per questo oggi la sua azienda, in mano ai figli, pur rimanendo nel settore dell'arredamento, ha preferito indirizzarsi verso un gusto diverso e più moderno, per essere in linea con il mercato. Intorno però la sensazione di un'arte antica in difficoltà viene palesata spesso.

«La crisi ci lascia sempre meno margine. I costi sono alti e il lavoro è ricercato. La gente raramente comprende e compra» sostiene Giovanni Morelli della MG Arredamenti. Lo incontriamo immerso fra le scacchiere in legno intarsiato, i tavoli con le sfumature tridimensionali, scatole e cornici. «Il bello però resta poter tirare su le opere da zero».

Lucchesi e turisti i curiosi visitatori della fiera.

In diversi si fermano di fronte a Domenico Poloni mentre regala alla pietra un'immagine votiva con martello e scalpello, dietro al banco della ditta Mugnani Giovanni e Germano di Matraia. «Per me tutto ha avuto inizio come un hobby - racconta - Ho sempre amato usare le mani. Da piccolo mi dedicavo al legno, poi piano piano, sono passato alla pietra». Con delicatezza, mostra a un bambino l'uso misurato degli strumenti, come forse, una volta, qualcuno aveva fatto con lui.

«Un tempo era più facile far interessare i giovani all'artigianato - commenta Bruno Davi della Tappezzeria Davi Giuliano di Sant'Alessio - Mio padre ad esempio chiamava spesso in bottega i ragazzini per insegnare loro un mestiere. Ora è complicato anche solo per i costi. In questo modo le nuove generazioni si allontanano dalla nostra arte». Dal fusto fino all'imbottitura dei divani o delle sedie per arrivare alle tende e al restauro dei mobili antichi, la sua occupazione copre tutte le esigenze. «Il metodo non è cambiato - dichiara - Il problema sono le persone che, per la maggior parte, vogliono i prodotti industriali a basso prezzo. Riusciamo a sopravvivere solo con le creazioni su misura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web