Finanza
Chiude la pelletteria dalla storia centenaria
Lucca, ultimi giorni per Chelini in via Buia: parte la vendita totale
LUCCA. Finisce un'epoca per il commercio lucchese. Dopo cento anni di lavoro nel cuore della città, anche l'ultima saracinesca dei negozi Chelini si abbasserà per sempre, lasciando un altro vuoto fra le poche botteghe storiche rimaste dentro le Mura. Dopo la chiusura dei punti vendita di via Fillungo, via Santa Lucia e in Canto d'Arco, adesso toccherà alla pelletteria di via Buia, aperta a partire dagli anni '50 e oggi gestita da Elisabetta Giusti con l'aiuto del marito. «Continuare sarebbe stato come andare controcorrente - afferma la titolare - Lo abbiamo fatto per anni perché il fondo è nostro, per finire in bellezza e non in tragedia, per uscire in piedi dalla porta. Ma ora basta».
La scelta. Da mercoledì 31 agosto avrà inizio la svendita totale per cessata attività e proseguirà fino a martedì 25 ottobre o fino a esaurimento articoli. «Sono nata nel commercio, ma non ho potuto inserire qui i miei figli perché il tessuto è cambiato troppo. Non potevamo più andare avanti - spiega ancora Elisabetta Giusti - Oggi non c'è più protezione, non c'è più niente». Fra amarezza e delusione, l'occasione non può che essere buona per fare il punto della situazione sul panorama lucchese, con chi, la nostra città, l'ha vista crescere, ma anche cambiare giorno dopo giorno. «Di problemi, potrei elencarne diversi - continua - A cominciare da quello dei parcheggi. Nessuna amministrazione negli anni ha saputo risolvere la questione, tanto da consentirci di stare al passo con i tempi. Anziché farne di nuovi, li hanno tolti, con gravi conseguenze per noi negozianti». Una condizione che è andata a sommarsi alle altre, dettate dal momento che stiamo vivendo. «Siamo degli gnomi che devono combattere con i giganti. Pensiamo agli outlet e alle loro agevolazioni o solo ai tanti supermercati che hanno messo in ginocchio gli alimentari. Per non parlare dell'era di Internet».
Una città cambiata e poco protetta. Nell'epoca in cui basta un clic per vedersi recapitare comodamente a casa un oggetto selezionato in fotografia attraverso un monitor, del resto, si è perso anche il gusto della scelta, dell'oggetto pregiato, del rapporto con chi sta al di là del bancone che, con la sua esperienza, potrebbe invece elargire ottimi consigli. Un problema, quello del commercio lucchese, forse dettato anche dalle tante catene presenti nelle vie principali, spesso le uniche a potersi permettere il pagamento di canoni mensili piuttosto elevati. «Non è questo il caso - spiega Elisabetta Giusti - Il fondo è di nostra proprietà e lo affitteremo a qualcuno che si è già fatto avanti. Per adesso non voglio dire di chi si tratti perché non sono sicura che vogliano darne notizia. Posso solo anticipare che sono commercianti non lucchesi e non cinesi». La scelta di coloro che avrebbero dovuto sostituire la famiglia nel punto di via Buia, non è mai stata svincolata dall'intenzione di mantenere alta l'immagine dell'esercizio e rispettarne la tradizione. La dinastia dei Chelini come commercianti, infatti, risale a cento anni fa e all'intuizione di Domenico Chelini, portata avanti poi dai figli Armando e Alberto. Con loro, l'attività prese due strade: quella della pelletteria e delle borse, con Franca Chelini e i figli Elisabetta e Giovanni e quella delle scarpe, con Piero, Angelo e Marina.
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