Italia
Decine di ricorsi dai prof lucchesi
Pronti contenziosi sulla mobilità. E i docenti esclusi s’indignano
LUCCA. Sono almeno una decina i ricorsi che saranno presentati dai docenti precari lucchesi delle scuole superiori contro la mobilità scolastica, quasi cinquanta i docenti della scuola primaria, entrambi pronti anche ad arrivare fino al giudice del lavoro. La discussione sulla conciliazione della prima categoria è in agenda per il 31 agosto, mentre per la seconda categoria la discussione ci sarà il giorno prima: il 30 agosto. Intanto, i loro colleghi di Lettere che sono stati respinti al cosiddetto concorsone sfogano la loro indignazione attraverso una lettera aperta firmata da tutti i professori interessati della Toscana. A due settimane dal suono della prima campanella, insomma, la situazione nel corpo insegnate della provincia rimane molto calda.
I più furiosi sono proprio quei docenti respinti al concorsone, a cui si erano iscritti per ottenere una cattedra stabile nei rispettivi territori. «Possiamo dire che le commissioni di questo concorso, in tantissimi casi, sono composte da docenti con meno competenze e qualifiche rispetto sia ai candidati sia alle commissioni universitarie che ci hanno precedentemente selezionato?» si legge nella lettera aperta firmata da circa 500 insegnanti toscani abilitati ma non ammessi al ruolo. In altre parole, insegnanti precari. «Quante selezioni pubbliche dovremo ancora superare per un posto che già spetta a tutti noi abilitati? - continua la lettera - Siamo i docenti che consentono alla scuola italiana di andare avanti. Siamo gli insegnanti che non meritano un ruolo, perché qualcuno ha deciso così. Il ruolo no, è troppo per insegnanti asini... ma un po’ di giustizia sì, che ne dite? Forse ce la meritiamo. Ed anche un po’ di comprensione».
Parole che vogliono rivendicare una preparazione che seppur riconosciuta dallo Stato, come si legge nella lettera, ancora non viene sfruttata all’interno delle scuole italiane. E nel caso specifico, lucchesi.
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