Sicurezza
Sindaco e assessore non partecipano alla festa rossonera
LUCCA. Non si sono mai amati, al massimo si sono sopportati. La loro è una convivenza forzata tra alti e bassi. Troppo diversi per piacersi, troppo distanti per trovare dei punti in comune. L’appart...
LUCCA. Non si sono mai amati, al massimo si sono sopportati. La loro è una convivenza forzata tra alti e bassi. Troppo diversi per piacersi, troppo distanti per trovare dei punti in comune. L’appartenenza politica c’entra poco. La verità è che il renziano Andrea Bacci e il bersaniano Alessandro Tambellini hanno interessi diametralmente opposti e nessuno dei colonnelli di entrambe le fazioni è riuscito, almeno ad oggi, a farli mettere attorno ad un tavolo cercando di trovare la quadratura del cerchio. E adesso dopo l’intervista rilasciata dal patron a un sito cittadino piena di frasi scurrili e decisamente poco british (di quelle parole cosa ne penserebbe Matteo Renzi che ogni giorni cerca di fare operazioni di equilibrismo politico a livello interno ed internazionale?) nei confronti del sindaco e dell’assessore allo sport definito «un diacono che non ha preso i voti» la guerra è ormai dichiarata. In serata però Bacci torna sui propri passi. Al cronista che incontra in tribuna e gli chiede spiegazioni, non tanto sul contenuto, quanto sulla forma becera in cui si è espresso replica senza esitazioni: «Ti pare che io sia uno che insulta la gente, che dice parolacce. Il sindaco è comunque la massima istituzione cittadina al di là di come uno la possa pensare nei suoi confronti. Non nego il contenuto, ma le parole che mi sono state messe in bocca e che non ho pronunciato». Così alla presentazione della Lucchese si nota l’assenza sia di Tambellini che del povero «diacono» Celestino Marchini, da sempre molto attaccato alla Lucchese. Bacci, microfono in mano, esordisce così: «Cosa è successo con il sindaco? Non lo dico». Parole interrotte dai cori degli ultras contro il primo cittadino. A quel punto Bacci, con l’abilità che lo contraddistingue, riprende a parlare: « Il rispetto delle istituzioni non si può toccare, ma il nostro futuro è difficile perché le istituzioni non vogliono dare una mano. Forse lo faranno i comuni vicini (un chiaro riferimento al Comune di Capannori, il cui sindaco era presente allo stadio assieme al fedelissimo primo cittadino di Porcari, Alberto Baccini). Ma continueremo a combattere una volontà politica che non consente di andare incontro a tutte le ambizioni che abbiamo e che hanno i tifosi lucchesi. Abbiamo già fatto sforzi economici importanti per sistemare lo stadio e le strutture dell'Acquedotto e adesso occorre metter mano al manto erboso del Porta Elisa, a chiazze in gran parte del terreno». Il sindaco Tambellini da parte ribatte: «Confermo la mia vicinanza e quella dell’amministrazione alla Lucchese che ritengo meriti di essere rappresentate con maggiore dignità di quanto non avvenga attualmente». La guerra è solo all’inizio.
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