Sicurezza
Offre la sua casa di Foligno agli sfollati per il sisma
LUCCA. Un alloggio di proprietà di un lucchese, distrutto e ricostruito dopo il sisma del 1997 in Umbria e Marche, potrà donare una piccola speranza ai terremotati del centro Italia. Non ci ha...
LUCCA. Un alloggio di proprietà di un lucchese, distrutto e ricostruito dopo il sisma del 1997 in Umbria e Marche, potrà donare una piccola speranza ai terremotati del centro Italia. Non ci ha pensato due volte Gianni Giannini quando, a poche ore dalla catastrofe, ha scritto un post sulla sua pagina facebook richiedendone la condivisione a tutti i contatti. «Vi scrivo dalla mia confortevole casa di Lucca, consapevole di quanto questo possa essere al momento un privilegio. Metto a disposizione dai prossimi giorni la mia casa di Sasso di Valtopina (Foligno) per ospitare le persone che saranno costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa del sisma del centro Italia».
Un numero di telefono e la promessa di girare la proposta alla Protezione Civile hanno fatto il resto per rendere concreta un’opportunità preziosa. «È una dimora per le vacanze - spiega Giannini - di mia proprietà dal 1990. Nel ‘97, venne colpita dal terremoto riportando seri danni. A quel tempo vivevo a Roma, ma mi diressi subito sul posto. Quanto accaduto qualche giorno fa mi ha riportato indietro a quei momenti. Mercoledì, d’istinto e coerentemente con le mie idee politiche, ho pensato di aprire le porte di quell’abitazione oggi ricostruita».
Il post ha ottenuto oltre duemila condivisioni, seguite dai commenti di chi ha apprezzato il gesto. «Foligno dista 35-40 chilometri dai paesi colpiti - continua - Per esperienza, so che in questi casi si preferisce restare nelle vicinanze».
Otto sono i posti letto che l’alloggio può offrire, riservati agli sfollati a titolo totalmente gratuito. Per dare maggiore visibilità alla sua proposta e far sì che la notizia raggiungesse le persone in difficoltà, Giannini ha contattato la Protezione civile che gli ha fornito un indirizzo email della Regione Lazio a cui rivolgersi. Adesso è in attesa di una risposta, ma ha già provato a telefonare anche alla Prefettura di Rieti. «Per quanto ne so, la ricollocazione dei terremotati inizia di solito dopo quindici giorni - conclude - ma intanto sto cercando di diffondere il messaggio il più possibile».
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