Il Tirreno

Lucca

La solidarietà dei richiedenti asilo

I migranti pronti a partire per dare una mano

di Gianni Parrini
I migranti pronti a partire per dare una mano

La Croce rossa e gli altri enti che gestiscono i profughi vogliono formare una delegazione

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LUCCA. I profughi ospitati nella tensostruttura delle Tagliate, dopo aver aiutato i volontari a caricare i camion con il materiale necessario per l’emergenza, hanno già dato la loro disponibilità per partire alla volta delle zone terremotate del centro Italia. E sebbene al momento la situazione nei luoghi colpiti dal sisma sia bloccata, gli esuli sono pronti a dare il loro contributo come manovali o per qualsiasi altro impiego: per questo la Cri sta valutando come muoversi nel caso i profughi vengano chiamati a dare una mano. Visto il loro status serviranno l’ok della prefettura e delle assicurazioni ad hoc ma niente di impossibile. In altre parti di Italia i migranti si sono già messi in moto.

Anche gli enti che gestiscono i profughi già assegnati alle strutture di prima accoglienza si stanno mobilitando. «Stiamo pensando di organizzare una delegazione e andare a dare una mano – spiega Valerio Bonetti, presidente della Cooperativa Odissea che gestisce oltre un centinaio di migranti in provincia – Ieri, durante i corsi di italiano, i richiedenti asilo hanno parlato del terremoto: alcuni hanno detto che se c’è bisogno sono pronti a partire. Abbiamo accolto questa loro richiesta e abbiamo già preso contatti con la Protezione civile per cercare di capire come organizzare la cosa. So che in questi momenti l’ondata di solidarietà è alta e ci sono tantissimi volontari. Sono fasi delicate e non vorremmo intralciare i soccorsi, ma se ci dicono che possiamo essere utili, siamo pronti a fare la nostra parte. Ora o nelle fasi successive».

Iniziative diverse quelle che sta meditando l’associazione Partecipazione e sviluppo, che sul proprio sito ha messo i numeri per dare sostegno alle popolazioni colpite. «Per il momento – spiega Alessandro Ghionzoli, presidente – abbiamo deciso di organizzare un raccolta di sangue tra i circa 120 migranti che gestiamo nelle strutture della provincia di Grosseto. L’iniziativa è nata in collaborazione con il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola. Per quanto riguarda Lucca, valutiamo il dà farsi: l’idea di raccogliere il sangue tra i migranti delle strutture potrebbe essere replicata anche in questa provincia. Ne parleremo in questi giorni con Avis e Fratres per vedere se è possibile organizzarla».

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