Il Tirreno

Lucca

«C’ero nel 2013, ora vado nel Lazio»

di Luca Dini

Suffredini (Protezione civile) partirà dalla Garfagnana: «Ancora oggi edifici inagibili»

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CASTELNUOVO. Il terremoto che ha colpito il centro Italia ha sconvolto tutti. Ma in Garfagnana il dolore che accompagna le popolazioni vittime del sisma si accompagna a quello di una paura vissuta, conosciuta. Solo nel 2013, la terra tremò anche da queste parti e in due momenti distinti, a gennaio (4.8 della scala Richter) e a giugno (5.2). La gente della Garfagnana ha quindi sviluppato una “cultura” del terremoto soprattutto in termine di prevenzione e gestione dell’emergenza. Tra gli artefici di questo processo c’è sicuramente il geometra Vincenzo Suffredini, responsabile della Protezione Civile di Castelnuovo, e pronto a partire, proprio come tecnico qualificato, per il Lazio. Sono infatti due i campi allestiti dalla Regione Toscana, a Mosicchio e Cornillo frazioni del comune di Amatrice: «Ho chiamato il sindaco e ho dato subito la mia disponibilità – spiega Suffredini – dovrei partire la prossima settimana, forse martedì, sto aspettando la chiamata ufficiale. Andrò alla direzione di uno dei due campi allestiti dalla colonna mobile della Regione Toscana.

Suffredini è in prima linea anche per la prevenzione sotto forma di informazione in Garfagnana e ha vissuto da protagonista le scosse sismiche del 2013: «Allora vivemmo anche la situazione anomala del fax che parlava di una possibile forte scossa – racconta – era il 31 gennaio, il 25 la terra aveva tremato (4.8, ndr). Noi abbiamo un piano comunale con certi automatismi, quel messaggio ribaltò tutto perché la scossa non c’era stata e quindi dovevamo anche informare la popolazione, allestire i luoghi sicuri e verificare le aree di attesa così come da piano. Ci fu quel tweet che ha fatto storia, prima qualcuno lo criticò poi i dipartimenti sia regionale che nazionale ci chiamarono per raccontare di quel messaggio e sono venuti pure dal Giappone per questa storia». Furono due i campi allestiti in Garfagnana. «Fu dichiarata l’emergenza nazionale – chiude Suffredini – Da allora abbiamo svolto più di 2mila sopralluoghi e qualche abitazione e qualche chiesa non sono ancora oggi agibili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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