Il dolore
Accoglienza sì, ma niente tendopoli
Il sindaco torna a parlare dei migranti: «Costruiamo un modello Altopascio»
ALTOPASCIO. Accoglienza profughi, si accende il dibattito dopo che il comune del Tau ha manifestato la sua disponibilità ad ospitare i migranti. Ma niente tendopoli o megastrutture di accoglienza, ma "un’accoglienza dei piccoli numeri, gestita in modo intelligente, pulita e trasparente, supportata da un percorso sociale e culturale vero", dice la sindaco Sara D'Ambrosio. Insomma via tutta "altopascesce" quella che vuole portare avanti sull'accoglienza profughi dopo che il primo cittadino che torna a chiarire la posizione dell'amministrazione dopo l'intervento dell'opposizione. «Una posizione trasparente fin dalla campagna elettorale», dice il sindaco che ha deciso di «avviare con i cittadini un percorso di reciproca informazione e conoscenza dei fatti, perché so che l'argomento fa storcere il naso a molti, che altri potrebbero sentirsi meno sicuri, meno protetti e in quanto sindaco devo fornire risposte».
D'Ambrosio ribadisce fermanente il suo no alla creazione di una tendopoli ad Altopascio e all'apertura di un mega centro, sia esso un albergo o una struttura dismessa, dove accogliere un gran numero di migranti. «Penso – dice – che questo sia il modo meno indicato per favorire il processo di integrazione in cui credo e del quale vorrei che Altopascio, con la sua alta percentuale di popolazione straniera residente, diventasse un modello, un punto di riferimento anche per altri comuni». Altopascio è in contatto con la Prefettura «per trovare la soluzione migliore. Per il momento non c'è niente di definitivo, ma darò informazioni non appena ci saranno degli sviluppi. Dialogo e il rispetto e progetti che possano sviluppare un legame tangibile con il territorio, anche utile, anche e soprattutto di crescita».
Poi una "punzecchiatura" al capogruppo Francesco Fagni. «Non saranno 15 o 20 migranti ad incidere sulla percentuale di stranieri presenti ad Altopascio: oggi parliamo di integrazione nel senso più ampio, integrazione che riguarda anche la popolazione straniera residente, per favorire la quale non mi risulta che l'attuale opposizione abbia mai fatto qualcosa. Ci facciamo portatori di una cultura, la stessa espressa dalla nostra via Francigena. Non possiamo voltarci dall'altra parte nel momento del bisogno. Mi piace chiamare quello che stiamo costruendo un modello Altopascio dell'accoglienza, di cui, parte attiva, dovremo essere tutti». (ni.nu.)
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