Il dolore
Successo per il concerto antiordinanza
Boom di presenze all’iniziativa di Strimpelli contro le nuove regole del Comune in tema di movida
LUCCA. La «protesta musicata» di Manolo Strimpelli, l’artista che nei mesi scorsi si era schierato contro l’ordinanza che vieta di suonare dopo mezzanotte nelle sere d’estate, il 20 agosto in poche ore ha fatto il boom di presenze, tanto da essere ribattezzata Moonstock dall’organizzatore. Un appellativo scelto per fare riferimento al più famoso festival e al titolo originario dell’evento di piazza San Francesco, “Guarda che l’una”, proposto sulla base del gioco di parole con l’orario concesso dal Comune: un’ora in più rispetto al coprifuoco.
Un'iniziativa, quella di sabato, nata dopo la polemica sollevata da Strimpelli sul tema movida e culminata con l’incontro a Palazzo Orsetti quando con il primo cittadino che, pur fermo sulle sue posizioni, assicurò il proprio sostegno per uno spettacolo dedicato alla musica. Un evento a cui Strimpelli ha lavorato per mesi, con la collaborazione di Wom, Onda espressiva e Loga Studio e che ha riscosso la partecipazione di tantissime persone accorse per assistere al concerto di circa una ventina di band, con l’intenzione di fare fronte comune «con la musica e per la musica».
A partire dal palco, passando per luci e macchina del fumo, fino alla cena organizzata dal Comitato San Francesco con un centinaio di adesioni, niente è stato lasciato al caso. Verso le 23, anche un suggestivo fuori programma ha allietato il pubblico: uno spettacolo di fuoco in mezzo alla gente. Allo scoccare della mezzanotte poi, la presentatrice, Clio Baldisseri, non ha potuto esimersi dallo scherzare sull’ora tarda. In quel momento, la piazza, applaudendo Strimpelli e la sua iniziativa, ha chiesto a gran voce di continuare a suonare, con un coro a metà fra il desiderio di proseguire la serata e la protesta simbolica di una città intera che ha voluto appoggiare apertamente la posizione del promotore dell'evento.
L’ultimo a salire sul palco è stato proprio Strimpelli con la sua Nait Orkestra che, come promesso, si è esibito anche sulle note di “Un prete in frack”, la canzone dedicata al deserto nelle strade lucchesi dopo la mezzanotte. «Il momento migliore? - ha commentato - Quando ho visto una signora ballare sul terrazzo. Le ho puntato le luci addosso e tutti sono esplosi in un applauso fragoroso». Poco prima dell'una, il cambio d’abito degli organizzatori ha richiamato il motivo della festa. «Abbiamo indossato la camicia da notte - ha detto Strimpelli - per prepararci ad andare a letto». E con quella mise ha dato spettacolo sulle note di “Guarda che luna”, non dimenticando di dedicare la manifestazione a Carlo Monni e Nicola Lo Bosco. «Le cose cambiano poco alla volta, ma in questa occasione il popolo dei “l'unatici” ha riempito una piazza intera - ha concluso il musicista - Mi auguro che il prossimo anno, quando colui che governerà la città firmerà l'ordinanza, potrà pensare a noi, concedendoci qualcosa in più, anche solo mezz'ora».
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