Il dolore
Caso S. Luca, il sindaco convoca un tavolo
Il 1° settembre Tambellini invita azienda e sindacati a confrontarsi sullo scarso utilizzo dell’ospedale
LUCCA. Caso San Luca, il sindaco Tambellini convoca un tavolo con Asl, sindacati e operatori per fare chiarezza sul sottoutilizzo del presidio di San Filippo e sulla sua importanza nel piano di Area vasta. L’incontro è convocato per il 1° settembre.
Dopo le polemiche scatenate dall’intervista del Tirreno a Luca Pecchio, nella quale l’amministratore delegato della società (Gesat) che gestisce i servizi sanitari del San Luca denunciava lo scarso utilizzo del San Luca (58% di occupazione) dando la colpa al sopravvissuto Campo di Marte, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini interviene sull’argomento. «Credo che le prospettive della sanità ospedaliera, riferite in particolare al nuovo presidio San Luca, debbano essere affrontate con una visione un po' più ampia di quel che ho letto negli ultimi giorni. Sono tra coloro - e lo dico subito - che ritengono il nuovo ospedale una notevolissima occasione nel quadro del servizio sanitaro che si sta delineando a livello nazionale, con le inevitabili successive ricadute ai livelli regionali. Proprio l'investimento effettuato per il nuovo ospedale rassicura infatti sulla tenuta d'insieme dell'offerta sanitaria nel nostro territorio. Non è immaginabile infatti rendere infruttuoso un investimento come quello occorso per i nuovi presidi ospedalieri in Toscana. C'è semmai da capire e da programmare come, nell'Area Vasta nord ovest, che è ormai realtà, si costruirà l'integrazione e la complementarietà tra i vari ospedali esistenti».
Tambellini ribadisce che nel piano di Area vasta dell’Asl nord ovest in via di stesura, il San Lucca dovrà avere un ruolo di primo piano. «Abbiamo sempre affermato – spiega il sindaco – che la sanità ospedaliera deve essere integrata a diversi livelli secondo un principio di verticalità, stabilito peraltro dallo stesso Decreto Balduzzi. Ma essa deve inoltre trovare rapporti di integrazione tra gli ospedali di valenza provinciale o ad essi assimilabili. Mi spiego meglio. L'alternativa è tra la scelta di un modello secondo il quale nell'Area Vasta esiste un solo grande presidio ospedaliero specialistico (Pisa? ndr) e tutto il resto è di supporto, come pronto soccorso più o meno vasto. Oppure si dà vita a specializzazioni diffuse, anche secondo quanto nel tempo nei singoli ospedali si è realizzato in termini di alte professionalità o di ambiti ad alta specializzazione. Personalmente ritengo più valido e mi batto da tempo in ogni contesto per questo secondo modello. Sappiamo che il San Luca è al momento sottoutilizzato rispetto alle sue potenzialità. Lo stesso comparto operatorio offre disponibilità tecniche oggi utilizzate solo in parte. Altrettanto si può dire per attrezzature di primissimo livello a disposizione del San Luca sia per la diagnostica che la cura, sfruttate di sicuro non al massimo delle potenzialità. Ma l'ottimizzazione delle risorse, sia professionali che tecniche, deve essere costruita in un quadro di rapporti in rete in grado di valorizzare al massimo le specificità sviluppate nei singoli presìdi. Credo inoltre che si debbano rafforzare percorsi per cui, ferma restando la libertà del cittadino di rivolgersi dove vuole, ciò che si può fare a Lucca (o a Massa o a Livorno) si faccia lì e non altrove. Altrimenti si continuerà a parlare e a recriminare. Ma sarà un esercizio ozioso».
Il sindaco chiude convocando un incontro con Asl e sindacati per il 1° settembre. «Si tratta di questioni complesse che dal livello della polemica devono passare al piano del confronto per le concrete realizzazioni che riguardano non solo gli anni prossimi, ma la migliore disponibilità per il cittadino di quel che oggi già esiste. Per cui propongo alla direzione dell'Asl nord ovest, ai sindacati, agli operatori di incontrarci per un confronto, secondo le modalità da stabilire, il giorno giovedì primo settembre. Credo infatti che sia necessario un momento esplicativo, in cui si faccia il punto della situazione».
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