Finanza
«La città si ricompri il Campo di Marte»
La proposta dei comitati dopo le dichiarazioni dell’ad di Gesat: in 15-20 anni si può chiudere il San Luca
LUCCA. Le Fondazioni aiutino la città a “comperarsi” il Campo di Marte per farne un polo sanitario e andare verso la dismissione del San Luca. Lo chiedono il Comitato Lucca Est “Sergio Ghiselli” e il Comitato “Lucca per una sanità migliore - Raffaello Papeschi”. Che prendono lo spunto dall’intervista rilasciata al Tirreno da Luca Pecchio, amministratore delegato di Gesat, società che gestisce la parte non sanitaria del San Luca.
I comitati, dopo aver ricordato di aver fatto richiesta di accesos agli atti (respinta) per vedere i contratti stipulati da Gesat, passano a parlare dei posti letto: «Qua si rasenta la farsa, dopo smentite ufficiali, dopo un grande polverone innalzato per nascondere la realtà, si dichiara: “Ci sono intere stanze che non sono mai state aperte. Basta vedere il progetto iniziale: i posti letto previsti erano 410, ma a oggi la Regione ne ha autorizzati solo 330”. Quindi è vero quello che era sostenuto da vari comitati e sindacati, mancano 80 posti letto e parrebbe che di conseguenza anche il personale sia ridotto. Ma il sindaco Tambellini, i membri della conferenza dei sindaci, in questi anni dove erano? Quando i comitati denunciavano l’impoverimento della sanità lucchese venivano derisi, poi vediamo che la gente non va a curarsi al San Luca, va magari a Pisa o Firenze, loro non ne sanno nulla?».
Ci sono poi i dati, forniti da Pecchio, sul rendimento degli ospedali: «L’ad di Gest ricorda che “dDai quattro ospedali avremmo dovuto incassare 3 milioni e 700mila euro e invece facciamo fatica ad arrivare a un milione e 200mila. Su Lucca incassiamo appena 200mila euro tra parafarmacia, edicola, bar, banca e parcheggio. La previsione era di arrivare a 700-800mila euro l’anno”. Per Pecchio la soluzione sarebbe quella di chiudere completamente il Campo di Marte, ma potremmo anche rovesciare la prospettiva, parrebbe dai suoi dati che il San Luca sia un fallimento sanitario e finanziario, cerchiamo di salvare il salvabile.
«La comunità lucchese acquisti l’area del campo di Marte -dicono i comitati - per farne il polo sanitario della città. Le fondazioni bancarie hanno speso cifre ingentissime per creare l’IMT, pensiamo potrebbero impegnarsi assieme ad altri operatori anche per acquistare l’area, creando un’apposita Fondazione senza scopo di lucro, preservandone l’esclusiva vocazione sanitaria, affittando all’Asl i padiglioni necessari per i servizi che non trovano posto al San Luca, per la direzione amministrativa e per un vero eliporto funzionale all’area sanitaria e alle altre amministrazioni pubbliche. Mantenendo gli spazi necessari alla costruzione, nei prossimi 10-15 anni del nuovo padiglione urgenze-acuto che completerebbe il nuovo Ospedale Campo di Marte. Il San Luca che a quel punto sarà già vecchio, potrà esser venduto o riqualificato ad altra funzione».
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