Finanza
Il rapinatore mascherato torna in libertà
Aveva confessato 34 colpi tra il 2010 e il 2016, il gip revoca i domiciliari e la procura ricorre al tribunale del Riesame
LUCCA. Da due settimane il rapinatore pasticcere che tra il 2010 e il 2016 ha compiuto 34 rapine in vari istituti di credito nelle province di Lucca, Pistoia, Firenze, Bologna e Modena è tornato in libertà. Il giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti - in considerazione della mancanza dei requisiti per l’applicazione della misura restrittiva legati alla reiterazione del reato, al pericolo di fuga e all’inquinamento probatorio - ha revocato la misura degli arresti domiciliari nella casa a Monti di Villa (dove vive con la moglie e l’anziana suocera) sostituendola con quella, decisamente meno afflittiva, dell’obbligo di firma. Francesco Ugolini, 60 anni, residente a Bagni di Lucca, può tranquillamente passeggiare per le vie del paese e ha soltanto l’obbligo a una determinata ora del giorno di recare alla stazione dei carabinieri designata a far rispettare l'ordinanza del giudice. Un provvedimento che serve ad assicurare un più efficace controllo. Ma la revoca dei domiciliari per Ugolini, in attesa del processo penale, non è stata accolta con favore dall’ufficio del pubblico ministero. Il sostituto procuratore Elena Leone, che aveva diretto le indagini, ha presentato ricorso avverso alla concessione dell’ulteriore beneficio per il rapinatore, che già aveva evitato il carcere, al tribunale del Riesame di Firenze.
I fatti. Il rapinatore «gentile» era finito in manette lo scorso aprile. Armato di maschera e pistola giocattolo avrebbe colpito in cinque diverse province. Il tutto senza essere colto in flagranza di reato. Delle 34 rapine che lui stesso ha confessato soltanto 13 sono andate a segno e gli hanno fruttato dei soldi, per un totale di 80mila euro. Negli altri 21 casi il rapinatore mascherato se ne è uscito a mani vuote a causa delle casse a tempo. Vista la mala parata in quei casi Ugolini si rivolgeva gentilmente agli impiegati, chiedendo di aprire la porta per farlo uscire.
Banca presa di mira. Il rapinatore pasticcere ce l'aveva soprattutto con il Monte dei Paschi di Siena. Il motivo? Gli era stato negato un prestito.
Bandito per necessità. Ugolini al pubblico ministero e al giudice che l’aveva sentito aveva addotto una motivazione alla sua esigenza di denaro. Era sotto di 35mila euro ed Equitalia gli aveva ipotecato la casa. Con le rapine voleva riprendersi quello che gli era stato tolto e con quei soldi aprire una gelateria.
L’origine. Per gli investigatori i primi colpi risalgono al periodo compreso tra il marzo 2010 e il giugno 2011. Tre tentativi fatti senza usare maschere, ma semplicemente cercando di nascondere il volto con un cappellino di lana. Tra l'ottobre del 2011 e il febbraio del 2014, Ugolini usa un casco aperto con la visiera abbassata. Dal marzo 2014 allo scorso aprile, l'ultima evoluzione: il rapinatore-pasticcere si dota di una maschera in lattice che gli copre il volto.
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