Il Tirreno

Lucca

Oltre duemila firme contro i nuovi sottopassi

di Nicola Nucci
Oltre duemila firme contro i nuovi sottopassi

Una delegazione in municipio per protocollare la petizione dei paesi interessati Nel mirino soprattutto il collegamento previsto fra Tassignano e Carraia

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CAPANNORI. 2.277 firme per dire no al piano di viabilità che ruota intorno ai nuovi sottopassi ferroviari di Tassignano, Santa Margherita e Pieve San Paolo. Un diffuso malumore nei confronti delle nuove strade corredo del raddoppio ferroviario e dei tre sottopassi.

In particolare l'ipotesi del sottopasso camionabile a Tassignano (zona chiesa), con un tunnel di 350 metri, una bretellina di 1,5 chilometri e larga 10 metri che dovrebbe collegare via Chelini (dal cimitero del paese) all'area industriale di Carraia, due rotonde camionabili ed un cavalcavia autostradale a Carraia, tra i due esistenti, legato agli assi viari e in particolare al cosiddetto Nord-Sud.

Una petizione che non va contro il progetto di raddoppio ferrovario, tengono a precisare i firmatari, ma contro la realizzazione della viabilità limitrofa (e il suo iter) che andrebbe a tagliare in due le frazioni interessate. E che viene definita come"un vero e proprio ecomostro" dai promotori del "comitato per la viabilità sostenibile e la salvaguardia del territorio" che ieri mattina hanno protocollato lin municipio la petizione firmata quasi da un abitante su due delle tre frazioni coinvolte (circa 3900 residenti) preoccupati da un'opera che «trasformerebbe in una colata di cemento le uniche zone preservate come polmone verde del Carnaio e el Tosso».

Sono arrivati in municipio in bicicletta, uomini, donne e bambini. Alle 11 una delegazione del comitato all'Urp ha depositato le firme e “certificato” una protesta volta a sensibilizzare il sindaco Luca Menesini e l'amministrazione. Un’iniziativa partita un mese fa e che con un tam tam porta a porta e su sui social (mille contatti sulla pagna facebook) si è allargato anche a Capannori e Carraia.

«La petizione è stato il primo passo - spiega il presidente del comitato Marco Tardelli, impiegato alla Perini - ora inizieremo un confronto con le istituzioni e i consiglieri comunali per discutere proposte alternative ad un progetto che finora ci è stato illustrato per sommi capi su google maps. Intanto è stata una bella prova di democrazia e faremo rete con gli altri comitati sugli assi viari.

«Non siamo contrari - precisano - ai sottopassi e al raddoppio ferroviario della linea Pistoia-Lucca quanto mai necessari, legittimi ed opportuni, ma alla modifica della viabilità con ripercussioni devastanti sulla qualità di vita e la sicurezza dei cittadini. Un progetto che va contro la mobilità a basso impatto e il consumo zero del suolo: proponiamo piste ciclabili, strade più strette ed illuminazione».

Prossimi passi. Rabbia e preoccupazione sono le parole sulla bocca dei manifestanti. Il 6 settembre il comitato incontrerà la comissione urbanistica e il giorno prima il i consiglieri comunali di maggioranza e poi di opposizione. «Chiederemo anche un incontro col sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, perché la Piana diventerebbe il crocevia del traffico pesante con gli assi viari nord-sud». Non si esclude una manifestazione a settembre.

Un dissenso espresso in modo civile e costruttivo: «Molte di queste scelte sembrano purtroppo scaturire più da logiche di potere politico e da pressioni economiche che da una vera progettazione al servizio del territorio - scrive il comitato - purtroppo gli incontri fatti non sono serviti a chiarire le idee sul progetto ma anzi hanno portato alla raccolta in meno di un mese di 2.273 firme nelle frazioni di Tassignano, S. Margherita, Pieve San Paolo e Carraia».

La parola d’ordine è unire, non dividere. «Non c'è una “guerra tra paesi”, vogliamo cooperare fattivamente al fine di raggiungere obiettivi comuni per il benessere di tutti, ma convogliare il traffico all'interno dei paesi alterandone gli equilibri e snaturandone la vivibilità non ci sembra una scelta civile da Comune che tanto si fa vanto della tutela ambientale e mobilità sostenibile. I grandi interventi devono essere resi noti e discussi in dettaglio con le comunità interessate in tutte le fasi della progettazione e della realizzazione, sollecitandone la collaborazione, prima che l'avanzamento delle opere metta i residenti di fronte al “fatto compiuto”. Confidiamo che si possa aprire un tavolo dove poter valutare tutte le alternative possibili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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