La manifestazione
Non vuole fare sesso e il marito la picchia
Muratore la chiude in camera da letto, liberata dalla polizia
LUCCA. Ha rinchiuso la moglie in camera da letto obbligandola con le minacce e le botte a far sesso con lui. E quando gli agenti, intervenuti nel cuore della notte dopo segnalazioni giunte alla centrale operativa da parte dei vicini di casa della coppia, hanno fatto irruzione nell’appartamento liberando la giovane donna, nuda e in stato di forte choc, dal giogo coniugale l’autore delle violenze ha afferrato una confezione di detersivo cercando di ingerirne il contenuto. Un gesto di autolesionismo forse compiuto per sfuggire all’arresto.
Adesso è rinchiuso nel penitenziario di San Giorgio e il gip Silvia Mugnaini si è riservato di decidere se confermare la detenzione in carcere oppure optare per una misura meno afflittiva come, ad esempio, gli arresti domiciliari. Di certo c’è che Franco Erroi, 47 anni, divorziato, residente a S. Anna, titolare di una piccola impresa edile, è accusato di violenza sessuale aggravata su persona sottoposta a limitazione della libertà personale e in condizione di inferiorità fisica. Difeso dall’avvocato Antonella Pieroni durante l’udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma il suo legale, una volta presa visione degli atti, deciderà la migliore strategia difensiva sul piano tecnico giuridico.
I fatti. Stando alla polizia - l’arresto è stato operato dalla squadra Volante - nella notte di Ferragosto al centralino del numero di emergenza 113 sono arrivate diverse telefonate con un unico comune denominatore: le urla disperate di una donna provenienti all’interno di un locale del palazzo in cui vivono alcune famiglie.
Gli operatori hanno individuato l’appartamento dove provenivano le grida di tormento e i poliziotti si sono diretti verso quell’edificio suonando più volte al citofono di casa Erroi senza ricevere risposta. Le telefonate allarmate dei vicini per gli strilli disumani che arrivavano da quell’alloggio hanno portato gli agenti a decidere di sfondare la porta d’ingresso dell’appartamento.
La scoperta. Nella casa - in cui vive anche il fratello dell’arrestato - ci sono diverse stanze. E da una di queste provenivano le richieste d’aiuto della donna, una trentenne di origini africane. I poliziotti hanno intimato al marito di aprire la porta che era chiusa a chiave dall’interno. Di fronte all’ennesima risposta negativa hanno deciso di sfondarla. All’interno la giovane, nuda e in stato di choc, è corsa incontro agli agenti. Stando alle forze dell’ordine presentava ecchimosi e contusioni sul viso e sulle braccia. Accompagnata in ambulanza al pronto soccorso del San Luca i medici l’hanno subito visitata. La prognosi è di 15 giorni. E subito è stata attività la procedura del codice rosa. La difesa del coniuge. Il muratore prima si è difeso sostenendo che era stato costretto ad agire in quel modo - prendendo la sua donna con la forza e chiudendola a chiave in camera da letto - perché da giorni si rifiutava di avere rapporti sessuali con lui. Poi, quando ha capito che sarebbe stato accompagnato in questura, ha accusato gli agenti di essere entrati senza un mandato e quindi in modo arbitrario nella sua abitazione. Visto che tutto era inutile prima di essere bloccato e caricato su una volante ha cercato, senza riuscirci, di ingerire del detersivo che era in casa.
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