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Le maglie del Pontedera per i ragazzi di Vecoli

LUCCA. «Vogliamo ringraziare il Pontedera Calcio che ci ha permesso di "vestire" i nostri ragazzi, i quali adesso possono scendere in campo come veri calciatori e sentirsi parte di una vera squadra»....

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LUCCA. «Vogliamo ringraziare il Pontedera Calcio che ci ha permesso di "vestire" i nostri ragazzi, i quali adesso possono scendere in campo come veri calciatori e sentirsi parte di una vera squadra».

Parole di Elisa Galantuomini, una giovane operatrice della comunità di Vecoli che accoglie ragazzi con problemi di tossicodipendenza, ma anche di alcolismo e polidipendenza che, a nome della stessa comunità, esprime tutta la sua riconoscenza all'Unione Sportiva Pontedera per il gesto di grande solidarietà nei confronti dei quindici giovani ospiti, ai quali la squadra ha da poco donato altrettante mute estive da calcio (magliette, calzoncini e calzettoni) che permetteranno loro di giocare le partite del "campionato" della scuola di calcio nata dentro la comunità.

«Se ciò è stato possibile, dichiara, è grazie all'intervento di Riccardo Pasquinucci, responsabile dell'associazione pontederese “Fuori dal tunnel” e collaboratore volontario della nostra comunità che visita periodicamente, alternando la sua presenza nella struttura con gli incontri bisettimanali con le famiglie nella sede del Ceis di via Santa Giustina. Ma anche grazie all'interessamento dei dirigenti del Pontedera che si sono immediatamente attivati per realizzare quello che era un sogno per i giovani ospiti di Vecoli».

Tutto è iniziato a Pasquetta con la proposta di alcuni genitori di versare una quota per acquistare le magliette per la squadra della comunità. Idea che Pasquinucci ha colto al volo, decidendo così di proporla a Gianfranco Donnini, presidente del Pontedera, il quale si è subito reso disponibile per la donazione, suscitando l'entusiasmo dei ragazzi che adesso potranno praticare con maggiore serenità il loro sport preferito durante il periodo di permanenza nella struttura.

«Nessuno aspira certo a diventare professionista e giocare in Nazionale - prosegue Elisa Galantuomini -, ma tutti vogliono guardare al futuro con la speranza di potersi un giorno lasciare alle spalle esperienze drammatiche che hanno coinvolto anche le loro famiglie, prosegue l'operatrice, per questo è importante che i ragazzi abbiano nuovi stimoli e il calcio, come le altre discipline sportive che si praticano in comunità, contribuiscono ad accrescere la loro autostima portando benefici, sia dal punto di vista fisico che psichico dei singoli soggetti».

Un gesto particolarmente apprezzato dai responsabili della comunità che puntano all'attività sportiva come motivo di aggregazione e recupero dei ragazzi che un giorno dovranno tornare ad essere protagonisti della società.

E che, grazie all'impegno degli operatori e di tanti volontari, potranno sentirsi persone nuove e in grado di affrontare il futuro con quella fiducia che forse non avevano quando hanno iniziato un percorso che avrebbe potuto portarli in un tunnel senza possibilità di uscita.

E adesso gli operatori sperano che qualche altro sodalizio sportivo (e, perché no?, anche la Lucchese) si faccia avanti per donare alla squadra amatoriale di Vecoli una muta da calcio invernale, permettendo loro di affrontare meglio i rigori della stagione fredda. (r.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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