Sicurezza
Cattedre vuote e docenti precari: «I ricorsi al Tar sono una piaga»
Il provveditore Buonriposi tranquillizza sui prof mancati negli istituti superiori: «Nessuna criticità» Nelle scuole primarie invece la situazione è work in progress: «Procediamo un passo alla volta»
LUCCA. Alla fine non saranno i supplenti a coprire quelle duecento cattedre ancora vuote. Almeno non per intero. La provveditora di Lucca, Donatella Buonriposi, ne è convinta. «Attraverso le immissioni di ruolo e il concorso nazionale, soltanto pochi, pochissimi posti saranno ricoperti da insegnati precari» spiega, dando una lettura diversa da quella dei sindacati. Ma se per gli istituti superiori, dove la mobilità ha creato questo buco da oltre duecento docenti, Buonriposi non nasconde il suo ottimismo, ben diversa è la questione per quanto riguarda le scuole primarie. E non perché ci siano problemi imminenti, piuttosto perché le vicende giudiziarie, con la valanga di ricorsi accolti dai tribunali che costringe a ridisegnare continuamente le graduatorie, impedisce una qualsiasi continuità per gli insegnati. «Questi ricorsi sono una piaga per la scuola - dice la provveditora - Se ne vengono accolti cento da altrettanti docenti, vuol dire che si andrà a ledere i diritti di altrettanti colleghi».
Intendiamoci: le difficoltà legate alla scuola e al nuovo anno non sono un’esclusiva lucchese. Bensì «è una situazione che rispecchia il livello nazionale» prosegue la provveditora, alle prese con i guai degli istituti di primo e di secondo grado. E parte da questi ultimi, dove la mobilità per gli insegnanti delle fasce dalle B alla D pubblicata giorni fa dall’ufficio scolastico regionale ha indicato che negli istituti scolastici lucchesi mancano ancora all’appello duecento trenta professori. «Solo una parte sarà conferita ai precari - spiega Buonriposi - Per il resto ci saranno le immissioni di ruolo (con docenti che arriveranno da Sud ndr) e i risultati del concorso nazionale. Certo, il concorso si concluderà a metà settembre e forse sarà necessario ancora un po’ di tempo per ritenere definitivi gli esiti, ma comunque dei docenti arriveranno anche da lì».
Un’incertezza su cui ha comunque la meglio l’ottimismo, per la provveditora. Situazione simile per le scuole primarie, su cui pesano però i ricorsi accolti dal Tar e dal Consiglio di Stato. «Sono una piaga» ribadisce Buonriposi. «Li chiamano ricorsi seriali proprio perché vengono prodotti in serie: quando questi vengono accolti, creano un grande caos nelle graduatorie e a farne le spese sono altri docenti». Come i precari lucchesi che a inizio agosto hanno incontrato Buonriposi, preoccupati per il loro posto di lavoro. «Accogliere cento ricorso significa reinserire cento insegnanti nelle graduatorie e magari tra questi c’è chi ha un punteggio maggiore, sebbene maturato altrove. In questo modo, con questo sistema, è impossibile avere garanzie sul futuro. Per questo siamo costretti, e come noi tutta Italia, a procedere per gradi». La provveditora parla di «rivoluzione copernicana»: «in trent’anni non ho mai visto un’immissione di ruolo di questa portata - conclude - È chiaro che per dare seguito alla legge 107 saranno necessari diversi passaggi. E saranno passaggi obbligati, vista la situazione caotica».
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