Gioco
Via il tetto in eternit dell’ex cartiera Giusti
Ordinanza che impone la rimozione entro sei mesi di 800 mq di copertura La struttura si trova a poche centinaia di metri dalle scuole e dal centro del paese
CAPANNORI. Dovrà essere demolito il tetto di eternit dell’ex cartiera Giusti a Lammari. Un’ordinanza del Comune del 10 agosto scorso impone alla proprietà la rimozione, entro 180 giorni, del materiale presente sopra il fabbricato situato in via Lombarda, in località Cantinaccia. Una svolta nel lungo iter burocratico per lo smantellamento della copertura in cemento-amianto dell'ex opificio. Un procedimento partito nel 2013 e che avrebbe dovuto concludersi entro la fine del 2015 dopo l'impegno assunto dalla vecchia proprietà nella conferenza dei servizi. Poi il cambio di proprietà, ad aprile, ha causato uno slittamento dei termini.
Nel gennaio scorso l'Asl dopo una valutazione del materiale ha disposto la rimozione completa dell'eternit. Il tempo concesso per la bonifica è giocoforza lungo poiché si tratta di un manufatto di circa 800 mq di superficie coperta e il nuovo gruppo è subentrato da pochi mesi. A riferirlo è in consigliere comunale e presidente della commissione urbanistica Guido Angelini. «Con la determina siglata dal responsabile del procedimento e con l'incarico al comando dei vigili urbani di fare rispettare l'ordinanza del Comune di Capannori si conclude un percorso lungo di interventi e richieste da parte dei cittadini - scrive l'esponente del Pd -: finalmente a Lammari si tornerà a respirare aria buona e soprattutto si aprirà una fase importante di recupero di un'area degradata e che in base al regolamento urbanistico può essere destinata ad ediliza abitativa o di servizi. La ditta ha fatto sapere, informalmente, che procederà allo smantellamento entro quest'anno. Speriamo sia così. Comunque l'impegno dei cittadini e dei consiglieri comunali questa volta ha portato ad un risultato importante per la tutela della salute».
Nel dicembre 2015 la Asl e il sindaco Luca Menesini si erano opposti ad una proroga del termine già stabilito nel dicembre dell'anno scorso per lo smantellamento dell'eternit. I cittadini guardano con preoccupazione alla struttura che si trova nel centro del paese, a non più di 250 metri dalle case e dalla chiesa e quelle più recenti a fianco del sito industriale, e vicino alla scuola di via Montale, frequentato da centinaia di bambini. Una situazione che tiene in apprensionei residenti della frazione che in passato hanno inviato ad Asl, ad Arpat e al Comune una richiesta di intervento urgente. Una situazione di pericolosità, denunciata dal consigliere Angelini, peggiorata nel marzo del 2015 «quando alcune parti del tetto del capannone industriale si sono sgretolate dopo la tempesta di vento». Una situazione tenuta sotto controllo dal Comune ed Asl con sopralluoghi per valutare lo stato di degrado della copertura. Il nuovo regolamento urbanistico comunale inoltre ha creato i presupposti per un recupero: un'apposita scheda cartografica e di indirizzo rende possibile una riconversione. «Un percorso di recupero dei siti degradati che, se una volta trovati gli investitori, può cambiare il volto paesaggistico e ambientali di diverse frazioni» dice Angelini.
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