Finanza
Confcommercio: la Casermetta dovrebbe essere chiusa
LUCCA. La questione della Casermetta di San Salvatore. E torna a prendere la parola a riguardo Benedetto Stefani, presidente provinciale di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca, in merito alla...
LUCCA. La questione della Casermetta di San Salvatore. E torna a prendere la parola a riguardo Benedetto Stefani, presidente provinciale di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca, in merito alla questione del punto ristoro aperto da poche settimane sopra la cortina delle Mura urbane, all’interno della casermetta San Salvatore.
«La nostra associazione - afferma Stefani - intende ribadire ancora una volta il proprio no a qualsiasi forma di concorrenza sleale, chiedendo regole eguali per tutti». Una posizione già presa e annunciata dall’associazione dei commercianti.
«Come già avuto modo di dire nei giorni scorsi, nella vicenda in questione gli aspetti da chiarire sono molti - prosegue il presidente Fipe - Abbiamo avuto modo di visionare il contratto con il quale il Comune ha concesso l’affidamento dell’attività di ristoro nella Casermetta di San Salvatore».
E da questa lettura approfondita dei documenti emerge un quadro piuttosto chiaro secondo Confcommercio.
«Ebbene - prosegue Stefani - a nostro avviso si parla chiaramente di un percorso (e di un verbale) unico per la conclusione dei lavori sia all’ex Casa del Boia (sede del museo multimediale della Francigena), sia nella Casermetta di San Salvatore (sede del punto di ristoro), in modo poi da poter partire in contemporanea con entrambe le attività».
La conseguenza che ne segue, secondo l’associazione, è logica.
«Sulla base di questo - prosegue Stefani - il punto di ristoro non doveva e non dovrebbe essere aperto fino a che non sarebbero e non saranno stati conclusi i lavori all’ex Casa del Boia».
Una lettura e una presa di posizione su cui Confcommercio promette di sorvegliare attentamente. E lo fa da subito, ponendo delle domande secche all’amministrazione.
«Su questo punto la Fipe pone domande anche in merito alla concessione degli spazi esterni che, sempre secondo il contratto, laddove non di pertinenza dell’immobile concesso in gestione, dovrebbe rispettare il vigente regolamento d’uso delle Mura» conclude Stefani, pronto a non mollare la presa sulla Casermetta almeno fin quando non sarà fatta chiarezza riguardo al contratto stipulato.
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