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Lucca

Una fogna a cielo aperto a Benabbio

Una fogna a cielo aperto a Benabbio

Cittadini esasperati: i liquami fuoriescono da una griglia e attraversano la carreggiata

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BAGNI DI LUCCA. Tubi delle fognature rotti, scarico di liquami nella strada e odori nauseanti nell'area circostante. Questa la situazione che caratterizza da diversi mesi via Lupo Lupari a Benabbio e che sta esasperando i cittadini. Il tratto nell’occhio del ciclone, che collega corte Cesare Viviani al cosiddetto Solcopaccio, fu già teatro qualche tempo fa di un intervento, servito però solo a tamponare, senza risolvere in modo definitivo, le problematiche del luogo.

Negli anni passati la carreggiata, in corrispondenza della vecchia scuola elementare, inizia a cedere, si formano buche e avvallamenti che inghiottiscono in più occasioni le ruote di autovetture e mezzi da lavoro. A preoccupare gli abitanti, che temono il cedimento strutturale della corsia e il blocco della circolazione verso la parte alta del paese, è anche il fatto che, sotto il catrame, si sentono distintamente scorrere grandi quantitativi d’acqua, spesso in modo impetuoso e, si sospetta, senza incanalamento. Nel 2014 partono i lavori ma, dopo qualche mese, il manto prende nuovamente a cedere più a valle; si formano nuove crepe e nuove buche mentre l’acqua, che torna a correre sotto la carreggiata, trova come valvola di sfogo una griglia posta in una zanella. I fluidi che giungono in superficie non possono essere certo considerati semplici acque bianche: i liquidi, di colore scuro, sono infatti accompagnati da carta igienica e odori disgustosi. E se due più due fa quattro i cittadini non impiegano molto a capire che quella poltiglia altro non è che liquame e che il canale di scolo si è trasformato in una sorta di fogna a cielo aperto. «Quello che si pone è un problema d’igiene – affermano gli abitanti di Benabbio –. Durante l’estate l’aria è irrespirabile e l’area in questione non è certo un bel biglietto da visita per i turisti che vengono a soggiornare in paese. In inverno poi, se possibile, la situazione peggiora: nei periodi in cui le piogge sono abbondanti il quantitativo d’acqua che scorre sotto il manto stradale si ingrossa, la zanella non riesce più a contenere i fluidi che finiscono per traboccare, attraversare la carreggiata, formare una specie di cascata e scorrere direttamente tra le abitazioni situate sottostrada in Via di Forcato».

Chiara Lammari

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