Il Tirreno

Lucca

Pastificio, ampliamento e assunzioni

di Alfredo Faetti
Pastificio, ampliamento e assunzioni

Al vaglio della Conferenza dei Servizi la possibilità di realizzare nuovi impianti: se passa arriveranno altri posti di lavoro

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LUCCA. Il progetto è ambizioso e mira ad allargare il giro d'affari legato agli spaghetti. Ridisegnare gli impianti di produzione, demolendo parte di quelli vecchi per poi costruircene di nuovi e moderni senza però aumentare le volumetrie; assorbire un’intera strada comunale (via Balestrieri), consegnandone contemporaneamente una nuova all'amministrazione a costo zero; aggredire il mercato della pasta, consolidando la propria posizione e crescendo nel comparto sia dei prodotti normali che in quello dei prodotti salutistici; aumentare il personale dai dodici dipendenti attuali a venti. Sono questi i cardini del progetto di ampliamento del pastificio Mennucci, marchio storico del panorama lucchese, che il 6 settembre arriverà al vaglio della Conferenza dei Servizi per ottenere il via libera. Se arriverà l’ok, i lavori potrebbero già partire all'inizio del prossimo anno, non appena stilata la variante urbanistica necessaria per mettere in piedi il cantiere.

La svolta del pastificio è ben riassunta nelle ventuno pagine di relazione firmate dall’autore del progetto, Andrea Carmassi, consegnate già nel 2014 durante la prima seduta della Conferenza, quella in cui si chiedevano i pareri di Soprintendenza, Arpat e altri organi di controllo. Da questi, a distanza di quasi due anni, sono arrivati solo pareri favorevoli e adesso, per dare corpo al progetto, manca solo l’ultimo passaggio attraverso la seduta del 6 settembre, quando i tecnici decideranno se procedere sulla variante urbanistica necessaria, dato che nelle intenzioni della proprietà c’è quella di comprendere via Balestrieri - strada comunale - all’interno dell’area dove sorgeranno i nuovi impianti.

Cedere o meno la via: è questo il nocciolo più corposo della questione, a cui si aggiungono una serie di questioni più meramente tecniche. Se verrà concessa, la società ha già previsto di occuparsi della viabilità futura, creando una nuova strada che sorgerà al fianco della ferrovia. Ovviamente, tutto a sue spese.

Sarà questo, nel caso, l’impatto maggiormente visibile dall’esterno, perché tutti il resto dei lavori avverrà all’interno dell’area dove già sorgono gli impianti: il progetto infatti non prevede aumento di volumi (ed è per questo che ha ottenuto pareri positivi dopo la prima Conferenza dei Servizi), ma la riorganizzazione di quelli già esistenti, con la demolizione di vecchie strutture e la realizzazione di nuove.

Tavole e proiezioni che per le casse della Mennucci, ormai a maggioranza australiana, significano investimenti importanti. L’obiettivo della società è quello di «sviluppare una nuova realtà produttiva, programmando investimenti sia a breve termine sia in un’ottica di medio e lungo termine» sulla base del mercato di riferimento attuale e delle tendenze che sembrano caratterizzare quello prospettico».

Tanto si legge nella relazione di Carmassi, riferendosi al consolidamento della posizione attuale del pastificio lucchese con i suoi prodotti classici (spaghetti, fusilli, penne e via discorrendo) ma anche alla prospettiva di nuove offerte, ossia dei prodotti salutistici, che rappresentano una tendenza in aumento tra i consumatori, ma che per essere realizzati necessitano di ambienti e macchinari appositamente dedicati.

Eccolo dunque l’obiettivo ultimo del progetto per il pastificio, pronto ad ampliarsi per specializzarsi in queste nuove fette di mercato.

E se l’affare andrà in porto, leggiamo ancora sulla relazione, il parco dipendenti potrebbe allargarsi dai dodici attuali fino a venti lavoratori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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