Il Tirreno

Lucca

La Fondazione Crl compra l’ex carrozzeria e la cede a Imt

di Gianni Parrini
La Fondazione Crl compra l’ex carrozzeria e la cede a Imt

La ex Brunero Paoli va all’istituto di San Micheletto per 240mila euro: ospiterà una foresteria L’immobile restaurato andrà in comodato d’uso alla scuola di Alti Studi per 25 anni

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Ex carrozzeria Brunero Paoli, la Fondazione Crl rileva l’immobile dal Comune per 240mila euro e lo cede in comodato d’uso all’Imt per 25 anni. All’interno del vecchio rudere verranno realizzate cinque unità abitative, capaci di accogliere almeno una quindicina di studenti. Una sorta di mini-forestiera, dunque.

Lo avevamo annunciato nel marzo scorso e ora finalmente l’iter per il recupero della ex carrozzeria situata nella via intitolata al partigiano, prende ufficialmente il via. Oggi arriva in giunta la delibera che prevede la cessione diretta dell’immobile alla Fondazione Crl. L’operazione è resa possibile dall’interesse culturale del progetto di recupero. A cose normali, infatti, bisognerebbe ricorrere alle procedure di vendita ad evidenza pubblica (leggi asta), ma se ci sono ragioni di “utilità pubblica”, il Comune ha facoltà di intavolare una trattativa diretta con società, consorzi, onlus o altri soggetti accreditati. Tant’è che nel rogito di compravendita stipulato tra Comune e Fondazione Crl verrà inserito il vincolo a cedere in comodato d’uso per un quarto di secolo l’immobile ristrutturato alla Scuola di Alti studi Imt. La Fondazione si farà carico delle spese per gli interventi di recupero: al posto della vecchia carrozzeria, chiusa ormai da decenni, saranno realizzate cinque unità abitative, ciascuna delle quali potrà accogliere tre-quattro studenti.

Il Comune ha già avviato la procedura di verifica dell’interesse culturale del progetto e ora attende l’ok definitivo dal ministero. Il “placet” dovrebbe arrivare in tempi brevi e senza particolari problemi.

Soddisfatto l’assessore al patrimonio Antonio Sichi, che si è adoperato per la buona riuscita della complessa operazione a tre (Comune, Fondazione, Imt): «I motivi di gradimento sono duplici – spiega Sichi – Da un lato con il recupero dell’immobile saniamo una situazione di degrado nella parte est del centro storico. Da anni quell’area è in abbandono e tempo fa fummo addirittura costretti a puntellare il muro esterno divenuto pericolante; dall’altro lato, la destinazione data all’immobile risponde alle esigenze di interesse culturale della città e restituisce un immobile in disuso a una funzione pubblica legata alla cultura. L’operazione avrà ricadute positive: l’idea è favorire l’insediamento di corsi universitari e post-laurea all’interno della Mura (anche il progetto della nuova Manifattura va in questa direzione, ndr)». Anche i bilanci comunali sorridono: l’amministrazione incassa 240mila euro che andranno a finanziare gli interventi del piano triennale delle opere pubbliche.

La storia del recupero si trascina ormai dal 2003, quando la giunta Fazzi partecipò a un bando dell’Ater, l’allora agenzia dell’edilizia residenziale, inserendo l’ex carrozzeria in un progetto di recupero: il fine era ricavarne 10 alloggi. Nel 2014, un nuovo capitolo della vicenda: l’amministrazione Tambellini partecipò a un bando regionale per ricavare all’interno dell’immobile 6-7 appartamenti da destinare alle famiglie emarginate. Sembrava la volta buona, ma alla fine anche questa idea naufragò per un problema di tempistiche e qualche polemica di troppo. Ora la svolta decisiva.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini