Sicurezza
In manette il falso commercialista
Fingeva di conoscere i figli per truffare le pensionate. Con sé aveva appunti sulle abitudini delle vittime
LUCCA. Un truffatore seriale. Che conosce a menadito le sue anziane vittime. Sa dove abitano, se vivono da sole oppure con il marito e i figli e nei post it che la polizia ha recuperato nella camera d’albergo di Montecatini Terme in cui vive da tempo c’è persino un brevissimo giudizio sullo stato di salute mentale e le capacità intellettive e quindi di reazione dei suoi bersagli. Tutt’altro che uno sprovveduto Salvatore Peluso, 44 anni, origine campane, domiciliato a Monsummano Terme, finito in manette e attualmente ospite del penitenziario di San Giorgio con l’accusa di tentata truffa aggravata ai danni di persone di minorata difesa. Stamani alle 11 udienza di convalida davanti al giudice delle indagini preliminari Silvia Mugnaini con l’indagato, che agli inquirenti ha fornito una sua versione dei fatti ritenuta però non credibile, difeso dall’avvocato di fiducia Massimo Sardo del foro di Napoli. A portarlo sulle tracce della polizia - gli agenti della Mobile lo hanno fermato dopo un primo intervento della squadra Volante - proprio la prima delle due «vecchiette» che nei suoi appunti definiva «rintronate e sole» e che invece si è dimostrata particolarmente sveglia e pronta ad avvertire nell’immediatezza il 113 fornendo un identikit puntale dell’imbroglione.
Falso commercialista. Sono le 10,20 quando Peluso si presenta alla porta di casa di una donna di 74 anni che abita a Vicopelago. Polo azzurra, jeans, scarpette ginniche, borsello a tracolla. L’anziana è sola in casa e lui si presenta come il commercialista della figlia che deve ricevere del denaro dalla ragazza per la sua opera professionale. Effettivamente la pensionata ha una figlia, ma la discussione si interrompe perché si affaccia sulla soglia un venditore ambulante che la possibile vittima del raggiro conosce bene. Alla vista di quell’individuo il truffatore preferisce desistere e allontanarsi con una scusa da quella casa per avviarsi in via di Ronco a Pontetetto dove, nella sua personalissima mappa, lo attende un’altra anziana da abbindolare. Non sa il malfattore che l’anziana di Vicopelago appena uscito ha chiamato al telefono la figlia raccontandogli di quell’insolita visita. Lei è caduta dalle nuvole. Non conosce alcun commercialista e consiglia alla mamma di avvertire la polizia. Alle 10,30 alla centrale operativa arriva la chiamata della pensionata che fornisce un’accurata descrizione del falso professionista.
Arresto e perquisizione. Mentre una squadra Volante si dirige verso Vicopelago, Peluso suona al campanello della casa di un’altra vegliarda. La recita è la stessa. E anche in quel caso esiste davvero una figlia della pensionata. Ma non dev’essere la giornata adatta per il lestofante. La signora prima di aprire il portafogli infatti gli chiede di attendere un attimo. E alza la cornetta del telefono fisso per chiamare la primogenita. Il segnale per Peluso di tagliare la corda. Ma mentre percorre la via di Sottomonte a Guamo per portare a casa della terza potenziale vittima ecco arrivare gli agenti della Mobile. La descrizione fornita del truffatore corrisponde a quell’uomo che cammina per la strada. Viene fatto salire in macchina e condotto in questura. Addosso alcuni post it con le indicazioni delle case di una decina di possibili vittime che abitano a Lucca e Altopascio oltre a 700 euro in contanti. Scatta l’arresto, ma l’indagine prosegue.
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