Il Tirreno

Lucca

Mancano 230 prof nelle scuole lucchesi

di Alfredo Faetti

Pubblicato l’elenco delle cattedre rimaste vuote negli istituti superiori. «Saranno di nuovo necessari supplenti precari»

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LUCCA. Sono oltre duecento trenta i posti vacanti nelle scuole superiori lucchesi. Una «disponibilità residua» elevata rimasta in ballo dopo che è stata conclusa la fase di dei trasferimenti e dei passaggi delle varie fasi con cui sono stati messi in mobilità i docenti italiani della Buona Scuola. «Tutti questi posti rimasti vuoti sono l’ennesima dimostrazione di come questa riforma sia fallimentare, capace di creare soltanto confusione» dice Fabrizio Rocca, segretario di Lucca e Massa-Carrara della Flc Cgil. Sono duecento trentasei per la precisione le cattedre ancora libere tra i vari istituti della provincia, da Viareggio alla Garfagnana, comprendenti le materie più variegate: scientifiche, umanistiche, tecniche e così via. Un vuoto che verosimilmente verrà riempito con i supplenti. «Avanti con il precariato quindi - continuano i sindacati - Alla faccia della riforma».

La mobilità. Se rapportiamo i numeri lucchesi con quelli degli altri comuni toscani, contando l'estensione del territorio e gli istituti presenti, è facile capire che la provincia è tra quelle rimaste con un maggior numero di «disponibilità residua», intesa come le cattedre ancora vuote dopo gli ultimi trasferimenti dei docenti delle fasi dalla B alla D: quelli insomma assunti dopo l’anno scolastico 2014/2015. È l’ultimo passaggio in ordine di tempo della riforma della Buona Scuola, che nell'ottica del governo porterà ad azzerare le graduatorie e ridurre drasticamente il precariato nel settore docente. «Ma la realtà dei fatti è ben diversa, come dimostrano i numeri - continua Rocca - Ora che sono stabiliti i trasferimenti, si conferma il caos».

Il concorso. Ci sono ancora dei passaggi comunque prima di poter ritenere la situazione definitiva in vista dell'anno scolastico ormai alle porte. C'è da attendere le conferme ai trasferimenti, ad esempio; inoltre c’è il concorso nazionale per aspiranti decenti ancora in essere, dal cui esito potrebbero arrivare nuovi professori da inserire tra il personale degli istituti superiori lucchesi, anche se questi non riusciranno sicuramente a riempire il vuoto nel suo complesso.

Le scuole. Al Macchiavelli il “buco” ammonta a ben dodici di professori, lasciando scoperte materie che spaziano dai laboratori di moda alle scienze naturali, dalla storia dell'arte alle materie letterarie. Il dato più alto è quello di Barga, che ammonta a cinquantuno cattedre disponibili, sparse tra i molti indirizzi in cui è suddiviso l'istituto: professionale, tecnico-tecnologico e i vari licei (linguistico, delle scienze umane, classico, economico sociale). Matematica, fisica, chimica, filosofia, lingua inglese e spagnola, laboratori: sono molte le materie a non avere un professore di ruolo nel borgo lucchese, che probabilmente dovrà affidare questi corsi di studio a dei supplenti.

L’altro dato rilevante arriva dalla Garfagnana, dove sono quasi trenta i docenti che mancano rispetto ai programmi, ricalcando l’immagine che ci arriva da Barga, con un istituto che comprende vari indirizzi di studio per una quantità di materie scoperte non indifferente. E così via, dal Pertini al Giorgio Fermi, i docenti mancano in tutte le scuole superiori della provincia.

Insegnanti di sostegno. Scorrendo la lista allegata al documento dell’ufficio scolastico regionale, sembrerebbe che non ci siano distinzioni tra la tipologia dei professori che mancano agli istituti lucchesi, ma scorrendo bene salta all’occhio la mancanza dei docenti di sostegno. Sono venticinque in tutto i posti ancora disponibili legati a questa categoria particolare, da sempre importante e ricercata negli istituti lucchesi. Ed è al Marconi che gli insegnati di sostegno latinano maggiormente, con ben sei posti ancora da riempire.

I supplenti. «Mancano le conferme e i risultati del concorso, ma appare chiaro che anche per il prossimo anno gli acclamati effetti della riforma non si vedranno - commentano dalla Flc Cgil - Molte cattedre resteranno vuote e l’unico modo per riuscire a garantire tutti i corsi di studio sarà necessario affidarsi ancora una volta ai supplenti precari: è l’unica soluzione ad ora».

Non appena l’elenco è stato pubblicato dall’ufficio regionale, sono stati molti gli insegnanti che si sono rivolti al sindacato: professori già in servizio a Lucca che chiedevano se era possibile tornare nelle loro regioni di origine, così come avevano richiesto nelle loro preferenze.

«Abbiamo spiegato che al momento la situazione resta fissata così com’è» continua Rocca. «Occorre attendere l’esito del concorso e capire come si configurerà la mobilità delle fasce dalla B alla D - conclude il sindacalista - Per ora, l’unica certezza che abbiamo è la confusione che questo sistema sta provocando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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