Il Tirreno

Lucca

La rabbia dei residenti di Cafaggio «Siamo dimenticati da tutti»

di Emanuela Ambrogi
La rabbia dei residenti di Cafaggio «Siamo dimenticati da tutti»

Gli abitanti della popolosa frazione freddi sull’installazione di telecamere annunciata dal Comune «Non è questo il problema, ma l’incuria che va avanti da anni. Manca anche la sicurezza per i bimbi»

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BAGNI DI LUCCA. Gli abitanti di Cafaggio non sono contrari alla installazione di alcune telecamere dopo il verificarsi di furti. Sono però convinti che non sia questa la prima necessità del grande nucleo urbano, che si trova sopra Fornoli, e ricordano all’amministrazione comunale lo stato di incuria e abbandono in cui oggi vivono circa 700 persone.

Nel confronto dell'altra sera con l'assessore Maurizio De Mattia, i residenti hanno preso atto della decisione (tardiva?) della amministrazione di coinvolgerli nelle scelte da fare. Oltre 100 di loro si sono presentati alla riunione nella casina di legno, sede del gruppo degli Alpini e le polemiche non sono mancate: da troppo tempo gli abitanti di questo centro - dove risiedono dagli anni ’80 un sempre crescente numero di famiglie che oggi sono più di 140 - si sentono abbandonati.

Affermano di contare solo sulle proprie forze per tenere Cafaggio «meglio che possiamo. Ben vengano le telecamere. Magari per riprendere un bambino che si fa male nella fontana abbandonata da anni, o una persona anziana che cade inciampando in una delle tante buche nelle strade sconnesse che cerchiamo di tenere ordinate e sicure con tanti sacrifici - afferma Roberto Bastiani - . Comunque ho apprezzato la riunione organizzata da De Mattia. È vero, si sono verificati furti, anche di veicoli, ma non è questa la priorità assoluta. Ci sono altre emergenze, la necessità primaria è il decoro e la pulizia di un luogo dove abitano così tante persone. Non vediamo mai nessuno».

Alle lamentele di Bastiani si aggiungono quelle di Enio Graziani, Roberto Vellutini, e Ernesto Pucci che qui risiedono da decenni: «Siamo testimoni di un degrado progressivo e inesorabile, che non sembra interessare neppure a questa amministrazione. In questi ultimi mesi nel tranquillo centro sopra Fornoli che dà la vista sulla centrale dismessa Alce si sono verificati alcuni episodi di microcriminalità e la pace che ha regnato per anni sembra scomparsa. Motivo in più per richiedere attenzione e cura, dato che le tasse pagate dai residenti portano nelle casse del Comune circa centomila euro l'anno. È qui che i ragazzi di Cafaggio devono giocare a pallone? Questo campetto è stato inaugurato da altre amministrazioni. Tagli di nastri, fotografie, e poi? L'erba cresce a dismisura, ci sono tante serpi, è oramai impraticabile, non c'è nemmeno più sicurezza».

Dovrebbero essere portati a giocare qui i bambini di Cafaggio? - si chiedono retoricamente stiani e Graziani -. L'area che fu adibita da precedenti amministrazioni a parco per i piccoli versa in tristi condizioni: uno spiazzo brullo, non curato dove non si trova neppure un cestino per gettare un fazzoletto di carta. L'unico cestino che vediamo è stato messo da una mamma , è legato a un albero. Sappiamo che l'intero introito delle tasse versate da noi non può essere utilizzato solo per Cafaggio, ma è troppo chiedere che sia reimpiegato qui almeno il 15-20%?».

Sull'incuria che regna in questa oasi, silenziosa e tranquilla fino a poco tempo fa, dove la maggior parte dei residenti rientra alla sera dopo una giornata di lavoro e dove si trovano abitazioni curate e appartamenti di vario colore, stride ancora di più l'opera , simbolo per molti cittadini di «spreco e abbandono»: la fontana al centro della rotonda, iniziata nella amministrazione Contrucci, poi proseguita col sindaco Donati, oggetto di numerose modifiche e costruita dopo la morte della pianta di olivo piantata in un primo tempo al centro della rotonda. «Questa fontana - prosegue Bastiani - è costata decine di migliaia di euro. Sono stati cambiati più progetti, è stata aperta, poi modificata e successivamente chiusa. Ora è abbandonata ed è pericolosa anche per i ragazzini, che qua vicino non sanno dove giocare. Le bocche, dalle quali fuoriuscivano gli zampilli d'acqua, sono taglienti e lo sportellone del motore è alla portata di tutti. Possibile che nessuno ci pensi? Tanti discorsi, ma poi? Se qualcuno si fa male, di chi sarà la colpa?».

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