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Lucca

Falsi ristoratori truffano i commercianti

Falsi ristoratori truffano i commercianti

Lucca: acquistano merce e suppellettili pagando con assegni datati 14 agosto che in banca risultano essere di provenienza furtiva

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LUCCA. Due pseudo ristoratori lucchesi a luglio prendono in affitto un fondo sulle colline di Camaiore perchè vogliono aprire da lì a un mese una trattoria. Iniziano a telefonare a vari fornitori per allestire in tempi rapidi il locale. Obiettivo: servire a tavola nel giorno di Ferragosto. Vengono acquistate sedie, tavoli, piatti, bicchieri, tovaglie, tovaglioli, salumi, vini, bevande e altri generi alimentari. Merce per decine di migliaia di euro. E ai fornitori la coppia rilascia un assegno bancario con pagamento il 14 agosto. Una data che forse avrebbe dovuto insospettire visto che cade di domenica e che il giorno successivo è Santa Maria Assunta cioè il giorno di Ferragosto e le banche sono chiuse. Così ieri mattina alcuni fornitori lucchesi che avevano portato all’incasso l’effetto bancario hanno ricevuto la cattiva notizia: lo cheque è cabrio, anzi è di provenienza furtiva. Rubato in Piemonte. In una parola i soldi non ci sono. Una truffa che assomiglia tremendamente a quelle raccontate nelle geniali commedie, peraltro sempre attuali, di Antonio de Curtis in arte Totò.

Locale svuotato. Saranno le forze dell’ordine, una denuncia è già stata presentata in questura, a smascherare gli autori di questo raggiro che sicuramente ha creato non pochi imbarazzi in una serie di rappresentanti di aziende locali che, in perfetta buona fede, hanno fornito l’attrezzatura necessaria per il nuovo ristorante e che non solo non hanno visto il becco di un quattrino, ma non sanno neanche dov’è finita la merce venduta o quella data in comodato d’uso o in affitto. Uno dei fornitori, dopo aver ricevuto al telefono da un impiegato di banca la ferale notizia dell’assegno taroccato, si è recato personalmente sulle colline di Camaiore. Voleva parlare con il gestore e lo chef che avevano preso in affitto il locale. Ma giunto sul posto non solo non ha trovato anima viva. Ma oltre ai suppellettili e la mobilia sparita, non c’erano più nemmeno gli infissi. Si erano portati via anche le porte oltre all’arredamento provvisoriamente già sistemato nel salone allestito per pranzi e cene.

La denuncia. Della vicenda, logicamente, sono venuti a conoscenza anche i proprietari del fondo che avevano affittato ai due soci lucchesi, il ristoratore e lo chef. E che, pure loro, devono ricevere le mensilità pattuite. Luca Tronchetti

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