Il Tirreno

Lucca

Brutti, grossi e cadenti Mostri edili da recuperare

di Nicola Nucci

Dalla distilleria abbandonata all’ex consorzio agrario: tanti edifici in degrado in attesa di essere restaurati, anche grazie alla nuova variante urbanistica

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CAPANNORI. Il recupero dell'esistente, di siti industriali vecchi e dismessi, senza consumare ulteriore suolo: va in questa direzione la nuova variante generale al regolamento urbanistico del Comune di Capannori.

Dall'ex Ilda di Tassignano all'ex Consorzio di Capannori e alla ex cartiera Giusti a Lammari sono numerosi i casi di edifici cadenti da riqualificare e con potenzialità per trasformare questi "contenitori" in qualcosa di nuovo. “Contenitori” spesso deturpanti per il decoro urbano e potenzialmente dannosi la salute dei cittadini. Una situazione ormai nota è quella della vecchia distelleria di Tassignano, un complesso industriale mastodontico nel cuore del paese. Il Comune lo ha inserito tra i siti da recuperare. L'attuale scheda urbanistica per la riconversione dell'immobile situato in via della Chiesa, contenuta nella variante del 2014, prevede un ampio ventaglio di possibili destinazioni, tra cui nuove abitazioni, ma anche un albergo e studi professionali. Queste le destinazioni sulla carta, ma il futuro della struttura, in mano a privati, è ancora tutto da definire. Progetti che in ogni caso dovranno passare da un piano attuativo preliminare e sottoposti al vaglio della commissione urbanistica e del consiglio comunale.

È nota anche la situazione dell'immobile dell'ex consorzio agrario a Capannori, che la locale Misericordia, capofila con altre associazioni, intende trasformare in unità immobiliari, poliambulatorio e in un centro di riabilitazione per i casi di ictus e coma. Si tratta di un investimento da 2 milioni e 800mila euro per un progetto che si trascina dal 2011. Ora la svolta sembra vicina per fare partire i lavori sull'edificio da anni in disuso e che adesso, come dicono i residenti, rappresenta un pugno nell'occhio per la sua posizione: in pieno centro di Capannori, davanti alla chiesa.

Un argomento, quello di siti e capannoni da recuperare, sollevato anche dall'ex consigliere Gaetano Ceccarelli. «Il Comune deve favorire, anche con sgravi tributari, il recupero delle volumetrie industriali dismesse, che contribuiscono in maniera rilevante al degrado del territorio e spesso anche dei centri abitati – propone il presidente della lista Scelta Popolare – penso ad esempio all'ex Ilda, da anni in condizioni fatiscenti, situato nel bel mezzo del centro abitato di Tassignano, oggetto nel passato più o meno recente di interventi anche dell'Arpat; oppure al vasto immobile dell'ex Forte, sempre a Tassignano, nella zona del Frizzone». Ceccarelli sprona il Comune a non «limitarsi ad una pianificazione urbanistica, ma a fare un passo ulteriore e favorire con adeguati incentivi i proprietari che si faranno carico degli interventi di recupero. Senza trascurare controlli per tutelare la salute e la sicurezza pubblica, soprattutto quando questi immobili si trovano nei centri abitati».

Novità sono attese anche per l'ex cartiera Giusti a Lammari, altro sito industriale da recuperare tra quelli indicati dal Comune. Un'ordinanza dello scorso aprile, intanto, impone una bonifica della copertura in eternit, considerando la particolare posizione dell'opificio vicino alle scuole e alla chiesa.

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