La manifestazione
Poche possibilità per l’elisoccorso
Le difficoltà per la piazzola: l’unica speranza è farne un punto per le emergenze
LUCCA. Poche possibilità per la piazzola dell’elisoccorso al San Luca. Lo spiega Luca Pecchio, amministratore delegato di Gesat, che riconduce i (tanti) problemi dell’ospedale a una collocazione infelice. Puntalizzando però l’estraneità della società, e del consorzio costruttore, alla questione: «Noi non ne siamo responsabili - dice Pecchio - Bene sgomberare il campo dagli equivoci perché di storie se ne sentono tante. La verità è che non era questa la collocazione iniziale scelta dalla Regione. La decisione di farlo qui fu presa dal Comune e maturò in conferenza dei sindaci. Che questa sia un’area infelice non lo scopriamo certo noi. È piccola, chiusa in una zona con tantissimi vincoli: case, poste, Coop. In più ci sono problemi con la viabilità per i passaggi a livello. Problemi che non saranno risolti finché non verrà completato il collegamento con la via Romana».
La questione più grave è però quella della piazzola dell’elisoccorso, inutilizzabile. Pecchio ricostruisce l’iter: «È stata autorizzata in conferenza dei servizi e si presumeva che tutto fosse a posto visto che le case lì intorno c’erano già. Quando si è arrivati a chiedere l’autorizzazione a Enac si è scoperto che mancavano i requisiti e le distanze necessarie. A quel punto sono partiti i ricorsi al Tar e al consiglio di Stato che sono attualmente in essere. Stiamo cercando di capire se può essere considerata una piazzola di emergenza (quindi per un numero limitato di atterraggi, una decina l'anno) e non come un eliporto stabile. Altro non si può fare: non ci sono neppure le misure per installare le barriere antirumore. So che l’Asl aveva chiesto il piazzale dietro le Poste ma non ha ricevuto una risposta positiva, Se non riusciamo ad avere una qualche forma di autorizzazione, la Regione non ci pagherà l’eliporto (300-400mila euro, ndr)»
I residenti si erano poi lamentati delle casse di espansione della acque, che richiamano sciami di zanzare. Un problema che potrebbe essere presto risolto: «La cassa di espansione - spiega l’ad - è stata chiesta in sede di conferenza dei servizi. È realizzata in erba e non in cemento per via di alcuni vincoli ambientali. A breve partiranno i lavori per la riprofilatura del fondo delle vasche, aumentare la pendenza e favorire lo scolo dell'acqua».
Infine la questione delle acque di scarico, per le quali finora Gesat ha operato in deroga: «C’è un confronto in atto con la Regione Toscana. Inizialmente c’era stato chiesto di realizzare un impianto di ozonizzazione per abbattere la concentrazione di azoto ammoniacale (in pratica la pipì) ma non servirebbe a niente. Al momento Geal sta cercando di ottenere una deroga sine die così come è avvenuto a Prato e Pistoia. Dal mio punto di vista non ci sono alternative. Se non arrivasse l’ok si dovrebbe costruire un impianto di depurazione dentro l’ospedale». (g.p.)
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