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Garzella: chi mi attacca è arroccato nel palazzo

Garzella: chi mi attacca è arroccato nel palazzo

Il presidente del consiglio messo nel mirino dai tambelliniani contrattacca «Il Pd deve parlare alla città e creare un’alleanza con le associazioni civiche»

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LUCCA. È l’uomo dello scandalo (politico) dell’estate, soprattutto nel Pd: il presidente del consiglio comunale Matteo Garzella non si pente di quanto fatto, compresa la candidatura alle primarie, ed etichetta chi l’ha attaccati (a partire dai capigruppo Francesco Battistini e Claudio Cantini) come «parte elitaria della classe dirigente che è arroccata nel palazzo, mentre altri stanno nei quartieri e fra le persone».

Le polemiche degli ultimi giorni hanno confermato - secondo Garzella - che «serve una forte discontinuità che vada in direzione dell’unità della città, che deve essere un obiettivo del centrosinistra». Un concetto che sa di politichese, ma che poi è lo stesso Garzella a esplicitare in termini più chiari: «Non esiste un problema di alleanze a sinistra o a destra, ma piuttosto bisogna guardare alle realtà dell’associazionismo locale, che possono poi diventare liste civiche con un ruolo importante accanto a un Pd che io mi immagino molto forte».

Detto questo, Garzella non rinuncia a inviare stoccate al primo cittadino Alessandro Tambellini. Come quella che affonda le radici nella travagliatissima discussione in consiglio durante l’adozione del piano strutturale: «Se al sindaco interessa poco l’unitarietà del consiglio comunale sulle regoale, questo è un fatto che mi preoccupa. Il mio modo di interpretare il ruolo di presidente del consiglio comunale è sempre stato super partes, e così continuerà ad essere. Anche se per questo mi sono trovato a subire molti attacchi».

E a chi lo accusa di essere partito con troppo anticipo rispetto alle primarie (che per ora rimangono soltanto un’ipotesi), Garzella risponde facendo notare che «è normale e giusto che si cominci a parlare e a prepararci per le primarie alcuni mesi prima». Anche perché, secondo il presidente di palazzo Santini, i tempi saranno comunque stretti: «A settembre dovremo cominciare a parlare di regolamenti e di come fare queste primarie. Quando sono partito, credevo sarebbero state a dicembre. Poi lo slittamento del referendum costituzionale ha causato lo spostamento in avanti anche delle primarie che comunque non credo saranno fissate oltre metà gennaio. Anche perché non dobbiamo commettere l’errore di Grosseto, quando le primarie sono state fatte troppo a ridosso delle elezioni, non riuscendo così a ricomporre lo schieramento». Garzella va avanti con i suoi incontri sul territorio, che riprenderanno a settembra: «Vogliono un confronto? Io ho invitato tutti, dal sindaco ai consiglieri. Ma in tanti non sono venuti».

Luca Cinotti

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