Italia
Una nuova centralina a Porcari per rilevare l’aria inquinata
PORCARI. La centralina di monitoraggio della qualità dell'aria riprenderà vita grazie ad un accordo tra Comune e Arpat. La stazione era stata spenta nell'aprile 2014, i esclusa dalla rete regionale...
PORCARI. La centralina di monitoraggio della qualità dell'aria riprenderà vita grazie ad un accordo tra Comune e Arpat. La stazione era stata spenta nell'aprile 2014, i esclusa dalla rete regionale in quanto misurava valori identici a quella della vicina Capannori. Una questione, non senza strascichi polemici (tra cui la nascita del comitato "Riaccendete la centralina"), riportata al centro del dibattito da un intervento del consigliere Riccardo Giannoni, per chiedere di «riattivare la centralina o sostituirla con centraline mobili che in realtà non si sono mai viste».
Ora l'amministrazione annuncia una nuova e più potente centralina per misurare i livelli di polveri sottili. «La centralina – spiega l’assessore Leonardo Fornaciari – sarà riattivata, come del resto avevano già detto in modo chiaro, ma faremo un ulteriore salto in avanti. Sarà una stazione all'avanguardia con sensori in grado di scorporare le particelle che compongono le polveri sottili ed altri tipi di sostanze inquinanti. Una macchina che potrà fare una mappatura delle polveri sottili e stabilire la fonte della loro produzione. Ma non sarà solo una stazione a servizio di Porcari, ma di tutta la Piana, visto che su questa tema si ragiona a livello comprensoriale. Con questo sistema potremo conoscere con più precisione le cause dell'inquinamento e adottare soluzioni e accorgimenti mirati per quanto riguarda le azioni di contrasto allo smog».
La nuova centralina sarà collocata sempre di fronte alla scuola elementare. «Ad ogni modo se ci fossero indicazioni diverse da parte di Arpat sul luogo più adatto siamo pronti a discuterne – dice Fornaciari – pensiamo che sarà installara entro fine anno».
Intanto sui cattivi odori che stanno attanagliando il paese non si placano le proteste sui social. Da un lato le maleodoranze diffuse su un'ampia parte del territorio sulle quali Arpat ha aperto un'indagine. Dall'altro un odore acre e fastidioso, probabilmente di plastica bruciata, che da qualche giorno costringe i residenti a tenere chiuse le finestre. «Sul primo caso, ovvero il cattivo odore che persiste da giorni – dice Fornaciari – sono in corso monitoraggi da parte dell'ufficio ambiente del Comune e della polizia municipale, e verifiche sul ciclo produttivo di alcune aziende, anche con la collaborazione di alcuni residenti che ringrazio; mentre Arpat che ha avviato un procedimento d'indagine per cercare di risalire alla fonte. Per quanto riguarda invece l'odore di plastica bruciata con tutta probabilità è causato da roghi di rifiuti. Ricordo che bruciare rifiuti è sempre vietato e in questo periodo è proibito accendere fuochi all'aperto di qualunque tipo. Faremo controlli e multe se troveremo i responsabili».
Nicola Nucci
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