Finanza
Spinelli fai da te, arresti e denunce
Carabinieri bloccano ex operaio che coltiva piante di canapa, la polizia scopre piantagione a Torre
LUCCA. Ormai è diventata una costante. Non passa giorno che carabinieri e polizia scoprano coltivazioni di canapa indiana o distese di marijuana nei campi della Piana o nei giardini della periferia cittadina. E gli arresti e le denunce aumentano a livello esponenziale. Dopo gli ultimi casi di under 40 sorpresi al calar del sole ad Altopascio e nel Capannorese mentre annaffiano le rigogliose piantine che emanano un odore intenso venerdì pomeriggio è toccato ad un ex operaio metalmeccanico attualmente disoccupato subire identica sorte. Durante un controllo per motivi anagrafici i militari della stazione di Pieve di Compito sono entrati nel suo giardino in via di Sottomonte a Guamo. Lì, in bella vista, c’erano quattro piante di cannabis indica per la produzione di marijuana e comunque illecitamente detenute. Per l’accusa non solo e non tanto per uso personale, mai ai fini dello spaccio. In casa poi i militari hanno rinvenuto circa 125 grammi di hashish giù suddiviso in dosi con bustine di cellophane, sei infiorescenze di cannabis per la produzione di marijuana e 5 grammi di tabacco mischiati a marijuana. Nei guai è finito Giacomo Grossi, 24 anni, incensurato. Il coltivatore delle piantine proibite è stato arrestato e processato ieri mattina con rito direttissimo davanti al giudice Gerardo Boragine. Al termine dell’udienza il giovane ha patteggiato un anno e otto mesi di reclusione con i benefici di legge e al termine della lettura del dispositivo è stato rimesso in libertà. L’arresto è stato convalidato visto che sussistevano i presupposti di legge in considerazione delle sentenze della Suprema Corte. Ai fini della configurabilità del reato di coltivazione di piante stupefacenti non è infatti sufficiente l’accertamento della loro conformità al tipo botanico vietato, dovendosi accertare l’offensività concreta della condotta intesa come effettiva e reale capacità della sostanza ricavata a produrre un effetto drogante e come concreto pericolo di aumento di disponibilità dello stupefacente e di ulteriore diffusione dello stesso. Nel caso di specie per il giudice i parametri rispondevano perfettamente alle disposizioni legislative in materia.
Le piante erano ben visibili come se si trattasse di gerani o gardenie. Solo che quei 4 vasi ospitavano piante di canapa indica. Ai carabinieri della stazione di Pieve di Compito è bastato attendere il rientro a casa del proprietario dell’abitazione. Una volta arrivato è scattata la perquisizione, e dentro l’abitazione sono stati trovati i 120 grammi di hashish, già diviso in dosi, oltre a sei rami di marijuana a essiccare e a tutto il materiale necessario per il confezionamento. Stupefacente sequestrato e che sarà distrutto.
Scoperta piantagione. Anche la polizia non è rimasta con le mani in mano. In questo periodo la squadra Mobile ha monitorato la zona di Torre Alta dove, in seguito a segnalazioni, era stato individuata una coltivazione di piante di marijuana. E proprio ieri mattina gli agenti sono entrati in azione denunciando un lucchese di trent’anni sequestrando otto piante alte più di due metri coltivate proprio. Il denunciato aveva sfruttato uno spiazzo all'interno di un oliveto abbandonato. Un modo per mimetizzare la coltivazione illecita. Le piante, una volta cresciute, sono state recintate con della rete metallica utilizzata come sostegno. Un sistema decisamente ingegnoso, ma che non è sfuggito ai solerti investigatori arrivati a raggiungere l’obiettivo attraverso il costante monitoraggio del trentenne nel quadro delle attività antidroga Altro che spinelli fai da te, come si poteva presupporre dai primi sequestri di piccole piantine sui davanzali delle finestre. Oggi siamo in presenza di vere e proprie coltivazioni per la vendita diretta. (l.t.)
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