La manifestazione
La piazza dell’eccidio intitolata alla partigiana
MOLAZZANA. Il piazzale alla Foce di Piglionico, dove tuttora sorge il sacrario dedicato alla drammatica battaglia sul Monte Rovaio, sarà intitolato a “Mamma Viola”, la partigiana impegnata in quei...
MOLAZZANA. Il piazzale alla Foce di Piglionico, dove tuttora sorge il sacrario dedicato alla drammatica battaglia sul Monte Rovaio, sarà intitolato a “Mamma Viola”, la partigiana impegnata in quei durissimi giorni di rappresaglie e scontri tra le truppe naziste e gli italiani scesi in campo nella lotta di liberazione. E a pochi giorni dalla commemorazione di quell’eccidio, avvenuto il 29 agosto del ’44, la giunta comunale di Molazzana ha deciso di adottare una delibera dal grande significato storico, che costituisce un doveroso omaggio a una donna che seppe dare prova di grande coraggio nella fila del “Gruppo Valanga”, valida formazione valligiana che riuscì a tener testa agli occupanti teutonici.
Nei mesi scorsi, dal sindaco Rino Simonetti, fu valutata l’opportunità di intitolare il piazzale antistante la cappella votiva, luogo dell’eccidio, alla memoria di Violante Bertoni Mori detta “Mamma Viola” (così voleva essere chiamata) personalità complessa che ha dato lustro al Comune di Molazzana per aver preso parte attiva nella lotta di liberazione, rischiando più volte la vita per aver osato dar rifugio e sfamare quei ragazzi del Valanga di cui si sentiva madre e tutrice.
Nella sua lunga storia, perse due figli e tutti i suoi beni ma nessuno la sentì mai lamentarsi o maledire la sorte. Di tempra eccezionale, coerente con i suoi principi di etica cristiana su cui non transigeva, ricominciò, dopo la guerra, in umiltà e grande serenità il suo lavoro di pastore, semplice e schietta, sempre presente alle prime commemorazioni dei partigiani caduti sul Monte Rovaio, tutti gli anni, fino al 1968, anno in cui Viola si ammalò per poi morire il 3 febbraio del 1969.
Il suo impegno civile venne riconosciuto, postumo, quando il prefetto Gaudenzi consegnò alla figlia maggiore di “mamma Viola”, Domenica Mori Poli, la medaglia d’oro al valore civile, concessa dal Presidente della Repubblica. Adesso, da prassi, l’ultimo parere tocca al Prefetto, e poi si potrà dare il via alle cerimonie.
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