Il Tirreno

Lucca

L’ascensore funziona e Vincenzo è “libero”

di Flavia Barsotti
L’ascensore funziona e Vincenzo è “libero”

Lucca, l’Erp ha ripristinato l’impianto dopo la campagna del Tirreno

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Negli occhi vispi di Vincenzo Melani, 70 anni, c'è tutta la forza di una famiglia che ha vinto per lui una lunga battaglia. C'è un senso di soddisfazione e di libertà da quando, dieci giorni fa, ha potuto rivedere il sole dal giardino della casa popolare dove abita, in via Arrigo Benedetti a Saltocchio. Per un anno e mezzo, la vita fuori dalla finestra della sua camera, infatti, l'ha solo potuta immaginare, facendone incetta nei momenti in cui, con l'aiuto della Croce Verde, veniva trasportato giù per le visite mediche. Con una invalidità al cento per cento, dopo un'operazione delicata che, da febbraio 2015, lo ha costretto su una sedia a rotelle, del resto, solo rimettendo in sesto l'ascensore dell'immobile di proprietà di Erp, fermo da oltre vent'anni, avrebbe potuto oltrepassare la "barriera" dei trenta scalini che separano la sua abitazione dal piano terra e così uscire.

Era nata in questo modo la lunga odissea di Vincenzo e della moglie Nadia, che, per mesi, aveva presentato pratiche, girato uffici, atteso risposte, fino ad arrivare, esausta, a raccontare la vicenda al nostro giornale. Una storia che, grazie all'interessamento del Tirreno, con una campagna durata diversi articoli e qualche mese, è giunta sui tavoli dell’assesore Antonio Sichi e di Francesco Franceschini, presidente di Erp, i quali, non senza difficoltà, si sono attivati per ripristinare l'ascensore.

[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.13626585:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2016/06/08/news/ascensore-ko-da-vent-anni-disabile-sequestrato-in-casa-1.13626585]]

«Oggi sono felice - afferma Vincenzo - mi piace stare in compagnia e ora finalmente posso riprendere ad incontrare i miei amici. Quando mi vedono in giardino, si fermano e subito iniziamo ad intrattenere belle chiacchierate». Nella sua voce c'è l'emozione di chi è tornato alla vita, ritrovando il piacere e il diritto all'indipendenza, ma anche quella di chi non ha mai perso la voglia di lottare e di darsi da fare, come un tempo. «Io lo accompagno fino all'ascensore e tolgo la pedana dalla carrozzina per motivi di spazio, il resto fa tutto da solo», spiega la moglie Nadia, orgogliosa. Quando la porta verde scorre fino ad aprirsi sulla cabina infatti, Vincenzo è perfettamente padrone della situazione. Sul pianerottolo, ruota la sedia, volge le spalle all'entrata e procede all'indietro. Poi preme il pulsante e in pochi secondi è fuori. Gonfia i polmoni e respira: è l'aria tiepida delle sere estive e profuma di vittoria. «Adesso può scendere quando vuole - afferma Nadia -. Lo vedo contento e questa è la mia gioia. Finalmente il letto non è più la sua prigione». Una storia a lieto fine risolta con il contributo di Erp, del Tirreno, ma anche degli altri condomini: sei famiglie che, in nome della solidarietà, hanno messo da parte ogni difficoltà prodigandosi per la buona causa, dapprima con una raccolta firme, e poi acconsentendo a pagare la metà della cifra necessaria per il ripristino: 13.500 euro in totale, da dividere fra l'ente che gestisce l'edilizia residenziale pubblica e gli inquilini dei sei appartamenti. «Se anche uno di loro non fosse stato d'accordo, la cosa non sarebbe andata in porto - dichiara Nadia - E invece siamo qui. Franceschini è stato di parola. Mi ha detto che, prima di leggere la nostra storia sulle pagine de Il Tirreno, ne era totalmente all'oscuro, ma appresa la notizia si è mosso per risolvere il problema».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa