La manifestazione
Progetto per un corso di autodifesa
È nato dal gruppo Facebook “Non siamo sole”. Le adesioni in pochi giorni superano quota 500
LUCCA. Oltre cinquecento iscritte in pochissimi giorni. Sta diventando un caso “Non siamo sole”, il gruppo aperto su Facebook dalle giovani donne che hanno organizzato il 6 agosto scorso “Per Vania”, la manifestazione sulle Mura: sono state presenti, in quell’occasione, almeno ottocento persone, con palloncini rossi, magliette rosse e striscioni.
Poi il gruppo su Fb nato come spazio di ascolto, un luogo virtuale dove raccontarsi, fra amiche. Ma non su argomenti a caso: dove parlare di violenza di genere, di storie personali anche. Che infatti non hanno tardato ad arrivare. Con nomi e cognomi, con tutta l’angoscia che il fatto di avere vissuto sulla propria pelle un’esperienza del genere può generare.
Storie di stalking, di ex che erano diventati ossessivi e minacciosi, di violenze consumate in casa, psicologiche non solo fisiche, di padri padroni.
Questo è quanto si legge sul gruppo aperto. Chi, delle donne che vi partecipino, voglia riservarsi di parlare in privato con una delle quattro amministratrici può farlo. E infatti lo ha fatto.
È quanto conferma Sara Labonia, una delle quattro artefici del gruppo. Un’iniziativa che sta crescendo da sola, che si sta radicando in modo naturale, senza sovrastrutture e che, con semplicità, lancia un messaggio: il bisogno di parlare a un’altra donna, magari della stessa età, una donna “sconosciuta” dalla quale non temere giudizi o pregiudizi.
«Ogni giorno il nostro gruppo cresce - spiega Sara -. Stiamo pensando di alimentare questa conoscenza virtuale con un incontro fisico con le donne che vi partecipano. Stiamo progettando un’uscita, come si fa tra amiche». Tra i casi che vengono raccontati, alcuni sono gravi. «Consigliamo le donne che ci espongono queste storie a rivolgersi alla questura, agli organismi preposti per aiutarle», aggiunge Sara. E annuncia un altro progetto in ponte: quello di organizzare un corso di autodifesa per donne, gratuito e tenuto da personale competente.
«Cercheremo di farci aiutare per organizzarlo - conclude Sara -. In primo luogo è necessario trovare un posto, una palestra sarebbe l’ideale, e qualcuno delle autorità che potesse tenere le lezioni. Se qualcuno ci aiuta siamo pronte a impegnarci». (b.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
