Il Tirreno

Lucca

Il Comune dovrà vendere Gesam Gas & Luce

di Luca Cinotti
Il Comune dovrà vendere Gesam Gas & Luce

Il decreto attuativo della riforma Madia costringe a cedere le società commerciali Dal testo arriverebbe anche un “via libera” all’operazione di scissione

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LUCCA. Non c’è pace sotto il cielo di Gesam. L’approvazione del decreto sulle partecipate da parte del Governo metterà infatti il Comune davanti alla scelta - forzata - di liberarsi di Gesam Gas & Luce, l’azienda che si occupa della commercializzazione e che è nota anche per la sponsorizzazione alla squadra di basket femminile.

Niente aziende commerciali. Il testo finale del decreto sarà pubblicato la prossima settimana in Gazzetta ufficiale. Ma tutte le indicazioni portano a ritenere che non vi siano state modifiche rispetto all’ultima versione che il Governo aveva inviato al Parlamento per i pareri di competenza. E nella premessa di quel documento si spiega che «tutte le società partecipate hanno una connotazione “pubblicistica”, legata a un'attività di interesse pubblico, mentre sono escluse, salvo alcune eccezioni, quelle aventi una connotazione “privatistica” (cioè che svolgono attività di impresa in regime di mercato)». L’ultimo identikit si applica appunto alla società della galassia Gesam che si occupa storicamente della commercializzazione del Gas, attività alla quale negli ultimi anni ha coniugato anche quella relativa all’energia elettrica. Il decreto governativo prevede che entro sei mesi dall’entrata in vigore l’amministrazione pubblica effettui una “ricognizione” delle società partecipate per capire queli alienare e quali mantenere.

Partecipazione indiretta. Nel caso di Gesam Gas, però, le cose si complicano. Perché la partecipazione del Comune – sia pure attraverso la Holding - non è né diretta né totalitaria. Le azioni sono infatti in mano per il 40% al socio privato HB Trading e per il 60% a Gesam Spa. A sua volta, quest’ultima è per il 59,69% della Holding, per lo 0,31 del Comune di Capannori e per il 40% di Toscana Energia. E proprio Gesam spa è nel “mirino” per l’operazione di scissione asimmetrica voluta dal Comune e pianificata dall’amministraotre unico di Lucca Holding Andrea Bortoli per “regolarizzare” gli affidamenti illegittimi (illuminazione pubblica, cimiteri) e partecipare alla gara per le reti del gas. Morale: l’ipotesi sul piatto è che prima di procedere all’alienzione di Gesam Gas & Luce si proceda con la definizione dell’operazione di scissione asimmetrica. Secondo lo schema costruito da Bortoli, infatti, alla fine della procedura la totalità delle azioni di Gesam Gas finirebbe in mano al Comune (sempre attraverso la Holding), facilitando così l’alienazione.

Sì alla scissione. Palazzo Orsetti e la Holding avevano “sospeso” la scissione dopo l’ultimo parere dell’Anticorruzione: l’autorità guidata da Raffaele Cantone aveva infatti invitato l’amministrazione ad aspettare l’emanazione dei decreti attuativi della riforma Madia sulla pubblica amministrazione. Ora che il decreto è arrivato, l’iter può ripartire. E, secondo Bortoli, rimane tutta in piedi la validità dell’operazione. Anzi, il testo che dovrebbe essere stato approvato dal Governo fornirebbe un assist, visto che all’articolo 10 permette la «negoziazione diretta con un singolo acquirente» delle azioni di una partecipata con la condizione di una delibera di consiglio comunale che dia atto della «convenienza economica dell’operazione». Dunque, proprio l’adozione di una delibera in questo senso potrebbe far ripartire la scissione, che si porterebbe come corollario la vendita di Gesam Gas. Con un’unico dubbio: la possibilità che il Comune chieda una deroga da concedersi con un decreto del Presidente del Consiglio. Una via certo non facile e dall’esito tutt’altro che scontato.

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