Il Tirreno

Lucca

Duemila in centro «Siamo venuti qui per fermare l’orrore»

di Flavia Barsotti
Duemila in centro «Siamo venuti qui per fermare l’orrore»

Le voci di chi ha sfilato al corteo contro il femminicidio «Non avrei mai pensato di dover partecipare a iniziative simili»

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LUCCA. L'obiettivo era la partecipazione di almeno duecento uomini, ma alla manifestazione del Forum Giovani di Capannori contro il femminicidio, in Piazza Napoleone, sono arrivati in molti di più. Tutti con il proprio accessorio rosso, il colore simbolo della campagna contro la violenza sulle donne, uniti, stretti stretti, per Vania, e per quelle mogli, quelle amiche, quelle sorelle e quelle figlie verso cui hanno sentito il dovere di scendere in strada e puntare i piedi. Una marcia silenziosa, composta, dal tono quasi solenne che, anche per il percorso scelto, a tratti ha ricordato ai lucchesi la processione di Santa Croce. Un corteo ordinato di circa duemila persone che ha lasciato spazio solo alla riflessione e al cui appello non sono mancati i rappresentanti delle istituzioni.

«Sono qui per protestare - afferma Marco Vignolo Gargini - perché il genere a cui appartengo non è fatto solo di persone disturbate. È necessario un cambiamento: abbattere queste differenze, questo senso di possesso che ne scaturisce, per iniziare a considerarci tutti esseri umani». L' appuntamento era alle 21 in piazza Grande per una passeggiata che è proseguita verso piazza San Giovanni, piazza Antelminelli, via Santa Croce, via Fillungo, e si è conclusa al baluardo San Martino.

«È importante far sentire il calore della comunità - spiega Emmanuele Papi - Purtroppo il caso di Vania è solo uno degli ultimi. Dobbiamo fermare questo orrore. È fondamentale, da uomini, fare la nostra parte». “Pugno duro”, insomma, ma solo per schiacciare la violenza, in tutte le sue forme, e contro la brutalità di un crimine tanto meschino. «Mi sono sentito in dovere di venire - dice poi Tommaso Lencioni -. Sono gay e sono stato picchiato per questo. Pertanto, mi sono visto chiamare in causa su due fronti: come uomo e come vittima». Intorno, intere famiglie, coppie, amici, ma anche singoli lucchesi che hanno deciso, per una sera, di mettere da parte le proprie occupazioni in nome di qualcosa di più grande: la solidarietà e l'impegno, il senso civico, il diritto e il dovere di dire «no». «Dobbiamo essere testimoni di iniziative come queste - sostiene anche Francesco Sardas - perché solo dal confronto nascono soluzioni. Rivolgere in particolare l'invito agli uomini, a mio avviso, è stata una provocazione giusta perché è l'uomo che sta commettendo questo scempio».

Tantissime le bottigliette d'acqua svuotate alle 21,30 nella fontana di piazza Antelminelli, con il colorante che ha tinto di scarlatto uno dei monumenti più conosciuti della città. Un gesto pacifico e simbolico, promosso da La Città delle Donne, che ha contribuito a suggellare il sentimento del “fare insieme” portato avanti con l'evento. «La presenza maschile stasera è imprescindibile - sostiene Andrea Nelli -. Dobbiamo assumerci la responsabilità dell'esporci contro comportamenti tanto brutali». Accanto a lui, la fidanzata, Manila Maionchi, con una maglietta rosso acceso. «Non si può pensare di cambiare le cose dall'oggi al domani - dichiara - ma in alcuni ambienti, c'è ancora radicata la mentalità della donna oggetto, nonostante che in Italia il delitto d'onore sia stato abolito da un pezzo. La nostra posizione deve essere fortificata». Fra la folla, anche le colleghe di Vania al tempo del Campo di Marte. «Non possiamo stare zitte - dice Michela Pignatti - per lei e per tutte le altre. Manifestazioni di questo tipo devono fare leva sulla sensibilizzazione collettiva». La stessa rivendicata da Francesco Agresti, accorso insieme alla moglie. «Non avrei mai pensato di dover partecipare a cortei simili. La società è arrivata a una bassezza e a un degrado ai minimi storici. Marciare insieme e confrontarci, deve servire da stimolo per una educazione diversa. Solo attraverso una sinergia fra scuola e famiglia possiamo crescere i veri uomini del domani».

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