Il Tirreno

Lucca

a porcari

Cattivi odori, è partita l’indagine

Domande ai cittadini e studio dei venti gli strumenti di Arpat

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PORCARI. Uno studio dei dati meteorologici e un questionario tra i cittadini: queste le strade seguite per provare a risalire all'origine dei cattivi odori che ormai da mesi lasciano senza respiro a Porcari, soprattutto al confine con Capannori.

Lo studio di Arpat, partito dopo l'esposto di alcuni cittadini e le segnalazioni arrivate al Comune e alla polizia municipale, cercherà di comprendere e quantificare il disagio manifestato dai cittadini, soprattutto nella zona sud dove la puzza è avvertita in modo più forte e deciso. Anche se non è facile "misurare" un cattivo odore con strumenti comuni e diffusi e non necessariamente la zona in cui si avverte è la stessa dove è originato il fenomeno.

Tanti i fattori che possono incidere, dalle condizioni meteo alla direzione dei venti e il cattivo odore può arrivare anche da molto più lontano. Il dipartimento di Lucca dell'azienda regionale per l'ambiente ha intanto acquisito i dati meteo all'aeroporto di Tassignano (disponibili da aprile scorso in poi) per studiare in particolare il movimento dei venti, per cercare da dove potrebbero arrivare i cattivi odori che stanno preoccupando i cittadini. Un problema avvertito soprattutto nelle ore serali, quando per avere un po' di sollievo dal caldo si tengono le finestre aperte.

L'indagine si baserà, come detto, anche su un questionario diffuso tra i cittadini delle zone dove sono stati segnalati i cattivi odori e nel quale sarà richiesto di indicare puntualmente il tipo di odore avvertito, gli orari in cui maggiormente avvertito e tutte e notizie utili a capire la provenienza dell'odore.

Questa modalità, che passa dalle “interviste” ai cittadini, per affrontare i fenomeni di maleodoranze è stata adottata con successo in passato in altre zone della Toscana.

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