Il Tirreno

Lucca

Tre associazioni più ricche grazie ai soldi del cavaliere

di Luca Tronchetti
Tre associazioni più ricche grazie ai soldi del cavaliere

Lucca: svincolato il lascito Puccetti: 300mila euro divisi in parti uguali e depositati sui conti correnti di Misericordia, Croce Verde e del Villaggio del Fanciullo

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LUCCA. Trovarsi centomila euro sul conto corrente di questi tempi grami è come negli anni Settanta-Ottanta azzeccare un tredici al Totocalcio. Specie per le associazioni di volontariato che vivono con l’elargizione dei contributi da parte dei membri e soprattutto delle Fondazioni bancarie costrette a tagliare in virtù di bilanci sempre meno floridi. Stavolta il regalo alla Misericordia di Lucca, alla Croce Verde di Ponte a Moriano e al Villaggio del Fanciullo, tre associazioni benemerite che danno lustro alla nostra città, arriva direttamente da un’eredità: quella del cavalier Stelio Puccetti, noto informatore farmaceutico pietrasantino a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, scomparso a 79 anni nell’agosto 2005.

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Nel patrimonio conteso tra gli eredi naturali e il Comune di Lucca - per un valore complessivo tra denaro contante e proprietà immobiliari superiore ai 4 milioni - c’era un lascito di 300 mila euro da dividere in parti uguali tra la Misericordia, la Croce Verde di Ponte a Moriano e il Villaggio del Fanciullo. Dopo la scoperta del testamento originale - avvenuta nel gennaio 2015 all’interno di un mobile datato 1840 venduto a un rigattiere dalla famiglia Puccetti - c’è stato un passaggio procedurale che ha visto l’accettazione delle volontà testamentarie e della veridicità del manoscritto da parte dei legittimi eredi (il fratello Aldo e la nipote Tiziana e il Comune di Lucca). A quel punto il curatore, l’avvocato Michele Giorgetti, nominato dal tribunale ha effettuato i necessari passaggi burocratici per svincolare le somme in questione che giacevano in istituti di credito e adesso le tre associazioni sono entrate materialmente in possesso del denaro.

Prosegue invece la contesa tra gli eredi Puccetti e il comune di Lucca. Nella causa civile l’ente pubblico pretende una somma pari a 900mila euro. Perchè nei fogli bianchi e nella busta fuoriuscita da quel secretaire antico mancavano le volontà dell’informatore farmaceutico, vedovo e senza figli, sul lascito pari a quell’importo. Nelle premesse generali dell’atto testamentario redatto nel novembre 2004 il cavaliere intendeva conferire il patrimonio a scopo benefici e ad enti umanitari. Ma per la destinazione di quell’importo voleva ancora pensarci e si riservava una decisione da indicare in un manoscritto successivo che non è ancora stato trovato e che forse non si troverà mai semplicemente perché non esiste. Il Comune sostiene di essere legittimato ai 900mila euro visto che con la soppressione degli enti comunali di assistenza le funzioni dell’Eca sono state trasferite al comune di Lucca. Di diverso avviso il legale di Aldo Puccetti. Sostiene che l’assenza di disposizioni testamentarie per la parte legata di 900mila euro non dia effetto in quanto non indica a quale ente o persona voleva riferirsi il testatore. La causa va avanti. I soldi restano in deposito nelle banche.

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