Il Tirreno

Lucca

Tavoli prenotati alla sagra solo per amici e parenti

Tavoli prenotati alla sagra solo per amici e parenti

Scoppia la protesta. «Non c’erano numeri da chiamare per farsi riservare un posto» Gli organizzatori: «Accettiamo le critiche per migliorare il servizio in futuro»

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LUCCA. «Lasciare che tutti i tavoli vengano prenotati, trasforma una sagra aperta a chiunque in una festa privata per pochi». Il rammarico per una serata non andata come previsto, è di Pierpaolo Donnarumma, pochi giorni dopo la conclusione della sagra del tortello casalingo a Sant'Angelo dove si era recato domenica con la famiglia. «Siamo partiti presto, verso le 19,30, sapendo che l'affluenza sarebbe stata tanta. Arrivati, ci siamo messi in coda alla cassa, finché non ho pensato di lasciare lì mia cognata e andare a prendere posto. Sorpresa: tutti i tavoli avevano un cartellino con scritto "riservato a nome di.." e il numero degli ospiti". Una delusione per Donnarumma: subito si è diretto a chiedere spiegazioni. «Sconcertato, ho domandato ai volontari che servivano, se avessi visto male. Cosa avrebbe dovuto fare una persona senza prenotazione? Alla candida risposta di mangiare in piedi, mi sono sentito preso in giro. Così sono andato a parlare con gli organizzatori che mi hanno confermato che i tavoli erano bloccati dalla mattina». E così, racconta di aver fatto notare che «sui cartelloni che pubblicizzavano la sagra non fosse riportato alcun numero di telefono o indicazione per riservare i posti». «Non capivo come le persone avessero fatto a mettersi in contatto con gli organizzatori - continua - Con i segnali di fumo? O nella più tipica e orrenda modalità all'italiana: per amicizia o parentela? Nessun avviso era affisso all'ingresso per segnalare al povero utente la situazione. Solo conoscendo, avevi l'onore di metterti a sedere?». Stando al racconto del nostro lettore alle 20,15, una voce avrebbe annunciato la cessazione dei diritti sulle prenotazioni. «Ho chiesto se fosse possibile stilare una lista di attesa, ma mi è stato risposto che tutti dovevano avere stesse opportunità. E perché allora prima era legittimo riservare i tavoli in segreto?». Un problema che, a quanto dice, ha riguardato diversi presenti, fra cui coloro che già avevano acquistato la cena o che erano venuti da lontano. «A fronte di questa mancanza di attenzione, ce ne siamo andati a mangiare una pizza - conclude - Conosco l'impegno con cui il comitato organizza la sagra, ma avrei voluto più trasparenza». L'organizzazione, il Gruppo attività ricreative Sant’Angelo, rigetta le accuse. «Alcuni tavoli erano riservati a persone di nostra conoscenza, ma ne avevamo anche altri liberi - spiega Simone Stefani - Non siamo un ristorante, volantini non era stato riportato alcun numero a cui rivolgersi per fissare. Non ci sono strade preferenziali: mi dispiace che il signore abbia dovuto aspettare e che se ne sia andato, ma la location è piccola e l'affluenza è stata molto buona. Accettiamo la critica per migliorare il servizio la prossima volta».

Flavia Barsotti

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