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Neonato morto, nove indagati tra medici ed ostetriche Asl

Neonato morto, nove indagati tra medici ed ostetriche Asl

LUCCA. Dopo 43, al massimo 44 giorni, verrà eseguita l’autopsia sul corpicino del bimbo di 3 chili e 700 grammi venuto alla luce a fine giugno nella sala parto dell’ospedale San Luca senza attività...

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LUCCA. Dopo 43, al massimo 44 giorni, verrà eseguita l’autopsia sul corpicino del bimbo di 3 chili e 700 grammi venuto alla luce a fine giugno nella sala parto dell’ospedale San Luca senza attività respiratoria e battito cardiaco. Nato morto.

Nove indagati. Completati tutti gli accertamenti da parte della polizia giudiziaria sono saliti a 9 gli indagati dopo che, in un primo tempo, erano stati individuati soltanto i medici che si trovavano in sala parto alle 15.44 del 30 giugno. Un anestesista, due ginecologi e una pediatra. Ai quattro si sono aggiunte altre 5 persone venuta in contatto con la puerpera al momento del ricovero: tre medici, tra cui la ginecologa che ha semplicemente attestato l’ingresso in ospedale il 29 giugno della giovane donna bielorussa, e due ostetriche. Tutti adesso hanno ricevuto l’informazione di garanzia dalla procura. Si tratta di un atto dovuto da parte del magistrato che ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.

Conferimento dell’incarico. Venerdì il sostituto procuratore Lucia Rugani - a cui è ritornato il fascicolo che era stato momentaneamente affidato alla collega Sara Polino - conferirà l’incarico al medico legale Marco Di Paolo dell’università di Pisa che eseguirà il riscontro diagnostico all’obitorio del Campo di Marte e che si avvarrà della consulenza del dottor Salvatore Felis, ginecologo della clinica San Martino di Genova. Possibile che l’autopsia venga eseguita già nel pomeriggio oppure nella mattinata successiva anche per poter, finalmente, restituire il corpicino alla famiglia affinchè venga data degna sepoltura.

Nomina dei periti. Chiunque riceva l’avviso di garanzia ha il diritto di nominare un suo legale e un professionista che possa assistere all'esame necroscopico. I genitori, specie il padre che ha sporto denuncia, sono assistiti dall’avvocato Veronica Nelli che ha incaricato come consulente anatomopatologo il dottor Stefano Pierotti. I parenti vogliono capire se non fosse stato il caso di procedere con un taglio cesareo anziché con il parto naturale e se era necessario usare la ventosa per estrarre il piccino.

Luca Tronchetti

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