Il Tirreno

Lucca

«Modifiche agli assi o lascio la Provincia»

di Luca Cinotti

Nel giorno del finanziamento del Cipe il sindaco di Capannori torna a chiedere garanzie sul completamento dell’opera

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LUCCA. È l’eterno destino degli assi viari: non avere pace. Oggi il Cipe dovrebbe deliberare i 61 milioni di finanziamento per il primo lotto. Ma sul progetto arrivano le critiche, durissime, del sindaco di Capannori Luca Menesini. Che non esclude di abbandonare il ruolo di presidente della Provincia se non saranno apportate le modifiche previste dalla valutazione di impatto ambientale, dall’inchiesta pubblica e del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. E se non sarà garantito il finanziamento dell’opera nel suo complesso, non solo dell’asse Nord-sud: un accordo che, spiega Menesini, ha l’avallo del Partito democratico. «Io - precisa il sindaco - non intendo svendere il mio territorio. E non sono disposto ad anteporre il mio ruolo in Provincia alla tutela di Capannori».

Il progetto che oggi il Cipe dovrebbe finanziare con 61 milioni («in realtà - chiosa Menesini - avrebbe dovuto finanziarlo entro fine ottobre del 2014, secondo quanto si disse al tempo...») è il preliminare. Il primo cittadino di Capannori punta a inserire da qui alla redazione del definitivo una serie di modifiche e prescrizioni che si sono accumulate con i vari passaggi istituzionali.

«Dal punto di vista tecnico - ragiona il sindaco - è stato indicato che servono variazioni sull’impatto ambientale: non si può pensare di avere un percorso in rilevato da tre a cinque metri che taglia in due la Piana senza “dialogare” con il territorio circostante. Serve poi un ggiornamento sui flussi del traffico e sono previste migliorie dal punto di vista idrogeologico». Il Comune di Capannori è andato oltre, presentando anche una sorta di “alternativa” organica che dettagliamo nel box a fianco.

Ma al di là delle questioni tecniche, ce n’è una più squisitamente politica: «All’interno del Partito democratico, a livello territoriale ma anche regionale e nazionale, è stato raggiunto un accordo rispetto al fatto che l’opera deve essere fatta e finanziata nella sua interezza: dal Brennero fino al casello del Frizzone e fino a Lucca Est. Se non ci sono garanzie su questa interezza, l’opera non può essere sostenibile». L’obiezione naturale a questa posizione è quella dei soldi: cosa fare se le risorse disponibili (61 milioni dello Stato più 17 della Regione) coprono solo una parte del progetto completo? Secondo Menesini si tratta di un problema superabile, visto che «esistono strumenti di programmazione» che permetterebbero di avere la certezza dei fondi per tutto il tracciato.

Menesini rivendica la coerenza della sua posizione sulla questione assi viari: «È sempre stata di contrarietà rispetto a chi chiede un sì acritico al progetto». Un messaggio chiaro a una buona fetta del suo partito, sia a livello locale che regionale, che sul buon esito del progetto ha puntato. E che non vede di buon occhio le modifiche chieste da Capannori. Fra questi anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, che più volte ha sottolineato la necessità di liberare dal traffico pesante i viali intorno al centro storico.

Menesini spiega di non voler entrare in una dinamica “Lucca contro Capannori”: «La mia posizione è di stare con i cittadini della Piana, così come con quelli di Lucca. Non si può pensare che la soluzione di una problema sia lo spostamento del problema da un’altra parte».

Per tanti mesi si è atteso la seduta del Cipe come un punto di arrivo per il progetto degli Assi viari. Ora, forse, si comincia a capire che la partita è tutt’altro che chiusa. Menesini punta decisamente su una nuova stesura del progetto. Che, recependo le indicazioni degli enti che l’hanno valutato e magari anche quelle del Comune di Capannori, vada a costare meno dei circa 270 milioni previsti al momento. Rendendo così più facile trovare un finanziamento complessivo. E a chi fa notare che un intervento di questo genere sul progetto potrebbe far slittare i tempi, Menesini risponde deciso: «Non credo proprio che ci possano essere ritardi per questo motivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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