Finanza
Duecento scalini per toccare il cielo
Aperto alle visite il campanile della Cattedrale
LUCCA. Il tetto di Lucca, ora, è a portata di mano. Lì, in cima ai 217 scalini del campanile di San Martino, che dalla giornata di domenica è aperto ai visitatori. Un debutto assoluto per quella che è il punto più alto di Lucca, con i suoi 59 metri e mezzo. In realtà la scalata si ferma a una decina di metri dalla sommità, nella cella campanaria. Ma quello che si vede da lassù basta e avanza per consigliare la visita.
Lucca, con i suoi giardini segreti e i suoi tetti uno diverso dall’altro si offre da una prospettiva diversa rispetto a quelle ormai diventate classiche della Torre delle Ore e della Torre Guinigi. L’esempio concreto è la vista quasi a picco che si ha sulla forma perfetta della fontana in piazza Antelminelli. O sulla facciata di Palazzo Ducale.
La riapertura è stata resa possibile dai lavori di restauro che, in soli sette mesi, hanno reso alla città, ai lucchesi e ai turisti il campanile ripulito e in sicurezza. La spesa, di 700.000 euro divisa su due lotti è stata ripartita in parti più o meno uguali tra Fondazione Cassa di Risparmio ed Ente Cattedrale (grazie ai proventi dei biglietti). «Il nostro impegno su San Martino è stato importante - ha ricordato il presidente della Fondazione Arturo Lattanzi -: complessivamente vi abbiamo investito nove milioni».
Soldi che sono serviti in gran parte per i restauri interni della cattedrale, che presto saranno completati. E nel transetto nord (quello che a lungo ha ospitato il sarcofago di Ilaria del Carretto) è prevista la realizzazione di un soppalco panoramico.
Di panorama in panorama, dal campanile si possono vedere, quasi toccare, le colonnine della facciata di San Martino, una diversa dall’altra. E fra un po’ sarà possibile osservare tutto questo ancora da più vicino. «L’idea - spiega l’arcivescovo Italo Castellani - è di rendere possibile il passaggio da metà campanile al corridoio che corre lungo la facciata, dietro il colonnato. Arrivando così a un’apertura sull’interno della Cattedrale che offrirà una visione complessiva della chiesa».
Per questo ci sarà da aspettare ancora un po’ di tempo. Per ora monsignor Castellani e don Mauro Lucchesi, rettore della Cattedrale, si godono il campanile tirato a lucido: «Mi avevano chiesto - scherza il sovrintendente Luigi Ficacci - di “riaverlo” per la festa di Santa Croce, il 13 settembre. Oggi è l’otto agosto, quindi mi sembra che siamo stati nei tempi».
A curare l’intervento è stato Matteo Pierami per la Dp ingegneria insieme alla Nannini Costruzioni. «Abbiamo lavorato sul paramento lapideo, poi ripristinate le scale interne e messe le rete antivolatili, prima di restaurare la cella campanaria», spiega Pierami. Particolare cura è stata dedicata a un capitello del 12° secolo, che era sfarinato dalla pressione del campanile e rotto in altri punti: uno scultore pietrasantino ne ha realizzata una copia in breve tempo, che è stata utilizzata per sostituire l’originale rovinato.
Per tutta questa settimana l’ingresso al campanile sarà gratuito per i lucchesi. Poi il biglietto costerà tre euro (come quello per la Cattedrale) e ci sarà la possibilità di un “cumulativo” a nove euro per Cattedrale, campanile, Museo del duomo, San Giovanni e area archeologica.
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