Lutto
Cinghiali davanti casa a San Macario Paura tra i residenti
Gruppi di animali vengono avvistati quasi quotidianamente Tra loro anche delle protettive madri con i cuccioli
LUCCA. Prigionieri in casa, tranne che nelle ore più calde del giorno, quando finalmente possono aprire il cancello di casa con una relativa tranquillità. Questo è il destino dei residenti di via della Chiesa XXIII a San Macario in Piano, un destino comune a chi vive in prossimità delle zone di campagna e, ormai, non solo a loro. A spaventare sono i cinghiali: animali selvatici potenzialmente aggressivi che, fino a pochi anni fa, costituivano una minaccia solo per chi viveva in aperta campagne, e magari in alta collina, ma che adesso può capitare di incontrare semplicemente allontanandosi dal centro (o, a volte, nemmeno in quel modo, visto che a Porcari un esemplare venne avvistato a due passi dal municipio).
«Praticamente viviamo con i cinghiali sotto casa», spiega Claudio De Luca, uno dei residenti della zona. E la sua non è una metafora. Attorno alla sua abitazione c'è un muro di cinta, e sul lato che guarda a est, ossia quello che si affaccia sulla zona di campagna, il muro, complice il fossato sottostante, è alto diversi metri e praticamente invalicabile per gli animali («Anche se qualche volta ci hanno provato a saltare»), e lì sotto il passaggio dei cinghiali è una costante, sera, notte e mattino: «C'erano anche stamani (ieri per chi legge ndr) – riprende De Luca – saranno state le 8,30. Poi si allontanano nelle ore più calde del giorno, per ritornare nel pomeriggio, praticamente ogni giorno, tra le 17 e le 18, ritornano". E qui continuano ad aggirarsi durante la notte.
Ma non si tratta solo di un problema di vicinanza, ma anche, e soprattutto, del timore di trovarsi faccia a faccia con uno di questi cinghiali, pericolosi per l'uomo e per gli animali domestici. Specialmente quando devono difendere la loro prole. E negli ultimi tempi sono stati avvistati non solo esemplari adulti, ma anche, e più volte, anche madri con i cuccioli o interi gruppi con animali adulti e piccoli.
Del resto quel muro è sì una protezione, ma rischia di diventare anche una “prigione”: uscire per una passeggiata, o per andare in chiesa, o a trovare i propri cari al vicino cimitero, espone al rischio di incontri: «L’altro giorno – racconta De Luca – sono andato verso la zona del cimitero per portare a spasso il mio cane, e i cinghiali mi hanno attraversato la strada sia all’andata che al ritorno, quando per poco non travolgono anche un motociclista che stava passando da lì».
Le case sono protette da muri o recinti, ma il vialetto che vi conduce si affaccia direttamente sui campi e i cinghiali, attratti dalla presenza dei frutti caduti dai susini e dai meli della zona, possono facilmente arrivare sullo stradello («E anche quando torniamo in auto – prosegue la testimonianza – una volta rientrati dobbiamo stare attenti al cancello automatico, che impiega un po’ di tempo a chiudersi, nel timore che qualche cinghiale possa entrare».
E se in altre zone la presenza di cinghiali costituisce una fonte di danni economici, sotto forma di campi coltivati messi a soqquadro, in questo caso, anche alla luce della presenza dei cuccioli, si fa soprattutto un ragionamento di sicurezza. «Mia nipote che ha nove anni – racconta una nonna che vive in una delle case di via della Chiesa – abita poco lontano da qui, ma non mi può venire a trovare perché ha paura di incontrare uno di questi animali».
Una questione di sicurezza che non riguarda solo la possibilità di attacchi diretti agli uomini, ma anche i rischi per la sicurezza stradale, come nel caso del motociclista che per poco non viene travolto. Qui le strade sono strette, e già abbastanza pericolose a cose normali, e con la bella stagione sono molti, soprattutto giovani e che si muovono soprattutto in moto o in scooter, che frequentano gli impianti sportivi della zona, passando proprio dalla strada dove gli incontri sono all’ordine del giorno.
Un’invasione di cui non si ha memoria, con una popolazione di cinghiali cresciuta a dismisura e che si è avvicinata (qui come da altre parti) alle case in cerca di cibo e di nuovi spazi. Un’invasione contro la quale, al momento, pare difficile porre rimedio.
Luigi Spinosi
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