Sicurezza
Bassotto ucciso, per ora nessun indagato
I carabinieri hanno ascoltato diverse persone e individuato l’Opel Zafira da cui venne gettato il cane
LUCCA. La proprietaria di «Otto», il bassotto morto la scorsa settimana per un’emorragia interna dopo essere stato gettato dal finestrino di un’auto in corsa, per adesso dovrà attendere di conoscere il nome della persona che ha usato una violenza inusitata nei confronti del suo cagnolino. Perché i carabinieri di San Concordio e Borgo Giannotti, che stanno lavorando alacremente per arrivare all’individuazione del responsabile, non solo non hanno chiuso ancora le indagini ma non hanno ancora inviato nessun atto all’autorità giudiziaria. E non figurano iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di uccisione di animali. L’unica novità riguarda l’auto, segnalata da alcuni testimoni subito dopo il ritrovamento del bassotto agonizzante, da cui è stato gettato il povero «Otto». È un’Opel Zafira con cromature argentate e appartiene a un trentenne lucchese. Che è stato ascoltato come persone informata dei fatti e ha fornito una sua versione al vaglio degli inquirenti. Non è certo, al momento, che fosse proprio lui alla guida della monovolume quando è stato trovato e raccolto il bassotto scomparso il giorno prima dalla sua abitazione con la padroncina che aveva subito denunciato la sparizione ai militari. Una pista c’è, ma è ancora presto per fare ipotesi o congetture. Prima di concludere le indagini i carabinieri dovranno ascoltare ancora un paio o forse tre persone che in qualche modo hanno a che vedere con la storia. Ci sarà poi da chiarire le cause del decesso della bestiola. L’emorragia era già in atto quando il cane è stato buttato giù dal finestrino della macchina in corsa oppure quella caduta è stata fatale? E per quale motivo la persona che aveva raccolto «Otto» dalla strada se n’è voluto disfare. Quesiti che attendono una risposta. Ma la fretta è cattiva consigliere e a volte meglio attendere qualche settimana in più.
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