Sicurezza
«Aiutiamo le donne a denunciare chi le molesta»
LUCCA. Un incontro sull’orribile fine toccata a Vania Vannucchi, per condividere riflessioni e parlare dei servizi attivi a supporto delle donne vittime di violenza. Questo lo scopo dell'incontro...
LUCCA. Un incontro sull’orribile fine toccata a Vania Vannucchi, per condividere riflessioni e parlare dei servizi attivi a supporto delle donne vittime di violenza. Questo lo scopo dell'incontro "Poteva succedere anche a me?", organizzato ieri da La Città delle donne, nel giardino dell'Ostello San Frediano. Sono intervenute circa ottanta persone per portare all'attenzione aspetti sul rispetto, l'educazione e la prevenzione. Secondo l'ultimo rapporto regionale, Lucca è una delle aree di maggiore accesso ai servizi del codice rosa con 746 attivazioni negli ultimi due anni. Ha aperto il dibattito la presidente dell'associazione, Gabriella Fenili, poi i contributi spontanei dai partecipanti. È emersa la necessità di partire dal basso, con percorsi di prevenzione ed educazione all'amore e alla non-violenza nelle scuole, ma anche l'esigenza di pene adeguate per chi si macchia di simili reati. «Dobbiamo aiutare le donne a denunciare - ha detto una signora - Nelle menti scatta il senso di colpa». Ad alimentare il dibattito la testimonianza di una vittima di violenza. «Sono salva perché non sono andata all'ultimo appuntamento» ha detto. È intervenuta la presidente delle pari opportunità Daniela Grossi, che ha condiviso un’esperienza familiare riaffiorata dopo la vicenda di Vania. Presente l'assessore Ilaria Vietina. «All'origine una visione del mondo maschilista - ha aggiunto un uomo - è il momento di superare i generi e considerarci persone». Paolo Mandoli, della Don Franco Baroni, ha proposto di realizzare uno spettacolo di canzoni, poesie e pensieri sul femminicidio. Al termine si sono creati piccoli fiori di carta. «L'idea era di consegnarli al funerale di Vania - ha spiegato la Fenili - Siamo arrivati tardi, ma niente di vieta di regalare la composizione alla famiglia».
Flavia Barsotti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
