Il Tirreno

Lucca

Lite fra vicine, in due all’ospedale

di Gianni Parrini
Lite fra vicine, in due all’ospedale

Lucca, il fatto al bar Puccini sulla via Sarzanese: naso rotto e due punti per una 60enne

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LUCCA. Doveva essere un normale chiarimento tra vicini per un’insegna posizionata troppo vicino a una abitazione. Ma dalle buone maniere si è passati subito alle maniere forti: calci, pugni e botte in testa. Le protagoniste della violenta lite curiosamente sono due donne: la prima ha una trentina di anni, è di origine cinese, e lavora al Bar Puccini di Nave, dove da tutti è conosciuta come Lucia; l’altra, la vicina di casa, è la signora Maria Jose Vannucci, 59 anni, traduttrice. Ad avere la peggio pare sia stata proprio quest’ultima, che subito dopo la lite è andata al pronto soccorso, dove i medici le hanno riscontrato la rottura del setto nasale e un occhio nero. Le hanno dato anche due punti di sutura. Il referto parla chiaro: 30 giorni di prognosi. Le condizioni dell’altra litigante, invece, non sono note: una dipendente del bar a cui ci siamo rivolti, ha raccontato che la signora Lucia è andata a farsi visitare al pronto soccorso perché aveva male a un orecchio e un taglio a una mano. Ma la diretta interessata, per ora, preferisce non dare la sua versione dell’accaduto.

Parla, invece, la signora Vannucci che dopo essere uscita dal San Luca è andata a sporgere denuncia in questura. Subito emerge che si tratta di questioni di vicinato, dato che la donna abita proprio nella casa a fianco al bar affacciato sulla Sarzanese. «Sono tre anni che ci sono problemi con i nuovi gestori del locale – spiega la donna – Sono cinesi ma questo non significa niente: ho vissuto per molti anni all’estero e ho un matrimonio misto alle spalle. Di certo non sono razzista. Il problema è il mancato rispetto delle regole da parte di questi soggetti. Le questioni sono diverse: lo sfiato del loro bagno sul mio giardino, l’assenza del cestino all’uscita del bar, la presenza di clienti sul retro del locale dove non potrebbero stare, i rumori e via dicendo. Tutte cose già segnalate ai vigili, all’Asl e a chi di dovere ma purtroppo poco è cambiato».

Nel caso della lite avvenuta domenica 7 agosto attorno all’ora di pranzo, il casus belli è rappresentato da una grande insegna che i titolari del bar hanno posizionato a pochi centimetri dalla proprietà della signora Vannucci. «Una collocazione irregolare – sostiene la donna – Il cartello dovrebbe stare almeno a un metro e mezzo, invece è a pochi centimetri. Così ho telefonato a Lucia e l’ho invitata qui per chiarire la situazione, che riguarda anche un affaccio non autorizzato sulla mia proprietà. Lei ha iniziato a darmi della matta, dicendo che avrei dovuto smetterla di darle fastidio altrimenti finiva male. “Come finisce?” ho chiesto io e a quel punto mi ha colpito con un pugno sul naso e sono caduta. Mentre ero giù ha continuato a darmi dei colpi e ovviamente ho cercato di difendermi. Improvvisamente è arrivato un cliente del bar: “Lucia, cosa fai?” le ha urlato, poi l’ha presa di peso e l’ha portata via. Ma non è tornato a soccorrermi. Un automobilista mi ha visto insanguinata, si è fermato e ha chiamato il 113: la polizia è arrivata ed è entrata nel bar. Pare che agli agenti Lucia abbia raccontata che io l’avrei spinta per prima, poi ha mostrato alcuni graffi alle gambe». Si cerca di capire se ci siano dei testimoni che hanno assistito alla scena. Di certo c’è che i dissapori per questioni di vicinato tra le due donne vanno avanti da tempo e nonostante i ripetuti interventi dei vigili non si è riusciti a evitare questo grave episodio.

(ha collaborato Flavia Barsotti)

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