Il Tirreno

Lucca

Trattoria Branduzzi Migliaia di tortelli per i 50 anni di attività

di Emanuela Ambrogi

Festa a Corsagna per un locale noto in tutta la Lucchesia Tutto iniziò nel 1966 grazie a una ricetta segreta

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BORGO A MOZZANO. Vale la pena percorrere qualche chilometro lungo la fresca strada alberata che collega il Brennero a Corsagna. È quiche si può gustare uno dei piatti più conosciuti e apprezzati dalle buone forchette: il famoso tortello preparato dalla famiglia Branduzzi, che il proprio oggi festeggia 50 anni di attività. Sono in corso i preparativi perché le festa resti memorabile, ma le prove si sono già fatte lo scorso fine settimana, quando sono stati preparati e serviti 19.700 tortelli per le 1.500 persone arrivate per la festa del paese. Un successone, come sempre, i tortelli fatti con la ricetta segreta tramandata negli anni.

Erano i primi giorni di agosto del 1966 quando i coniugi Annamaria Mallegni e Narciso Branduzzi cominciarono a dare in affitto tre camere della loro locanda chiamata “Il cacciatore” e a rifocillare con la loro cucina i frequentatori. La locanda si trovava in via Postabbio, dove oggi c'è un negozio di generi alimentari. Il lavoro andava bene e Anna Maria creò la ricetta che avrebbe reso famoso e conosciuto in tutta la Valle non solo il suo locale, ma anche la frazione collinare del comune di Borgo a Mozzano. Alla morte di Narciso, nel 1979, è Giulio a prendere la guida del locale insieme alla moglie Elisabetta Cappelli. Sotto la sua conduzione, la locanda si sposta nella sede attuale, in via Fucina, già piazza XX Settembre.

Il lavoro aumenta: a Corsagna vanno gli operai che si trovano in zona per i lavori lungo la strada, gruppi in gita, famiglie intere. La vera pubblicità è il passaparola e la carta vincente sta nel lavoro di squadra della famiglia e nella genuinità della cucina: tortelli casalinghi, piatti di cacciagione e funghi. Spesso alla parola Corsagna il turista associa la “trattoria Giulio Branduzzi”. Certo è che da quel lontano agosto 1966 la ricetta di nonna Anna Maria è diventata mitica. Mentre il fratello di Giulio decide di volare in America, a Pittsburgh in Pennsylvania, Giulio ingrandisce il locale e incrementa il lavoro, facendosi conoscere sempre di più. Gli anni passano e i due figli di Giulio ed Elisabetta crescono: si chiamano Giovanni e Narciso e tutti e due decidono di lavorare nel ristorante con i genitori. Giovanni frequenta con profitto la scuola alberghiera e porta una ventata nuova pur mantenendo la tradizione della cucina dei nonni. Il locale viene ulteriormente ristrutturato e la terrazza, che regala una visione superba, viene ricoperta in modo da essere utilizzata anche nei mesi invernali, mente le stanze sono rinnovate per poter ospitare oltre cento persone.

Ha fatto tantissima strada il tortello di nonna Annamaria e ora è conosciuto in tutta la Lucchesia: è talmente apprezzato da essere stato indicato nei primi mesi del 2016 su Fb come il locale che serve “il tortello più buono della Lucchesia” da parte di un gruppo di appassionati della cucina lucchese. Chissà cosa direbbero Narciso e Annamaria nel vedere tutta la famiglia Branduzzi unita e intenta a continuare nei loro successi. Ma il marchio Branduzzi è conosciuto anche in America: il fratello di Giulio, Antonio, aveva infatti aperto una pasticceria. Antonio non c'è più, ma il figlio Domenico gestisce un ristorante. Oggi ci saranno anche i parenti americani a festeggiare i 50 anni di una attività che non ha bisogno di essere presentata.

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